
| 500 g | farina di tipo 0 |
| 200 ml | latte tiepido |
| 100 g | burro morbido |
| 3 uova intere | uova |
| 60 g | zucchero semolato |
| 10 g | sale fino |
| 8 g | lievito di birra fresco |
| 1 tuorlo | tuorlo d'uovo per la doratura |
| 15 g | perle di zucchero o granella di zucchero |
L'errore piu comune e non mantenere lo stesso spessore sui tre filamenti. Se uno e piu spesso, si cuocera piu lentamente e resterà piu chiaro. Se uno e piu sottile, sara gia scuro quando gli altri hanno raggiunto il colore giusto. Anche la doratura applicata in modo disuguale causa problemi: chi spruzza il tuorlo d'uovo senza pennello, o lo applica solo da un lato, avra una treccia a macchie. Il tuorlo deve essere steso in uno strato sottile e uniforme su tutta la superficie, altrimenti la cottura del forno accentua le differenze.
Mio nonno mi insegnava la treccia quando ero ancora troppo piccolo per capire cosa stesse facendo. Mi ricordo che mi metteva le mani sotto le sue, guidandomi attraverso l'intrecciatura, ripetendo sempre: non fretta, stessa lunghezza, stessa grossezza. Poi, con un gesto quasi distratto, spennellava il tuorlo e metteva in forno. Quando usciva la treccia, era sempre perfetta. Solo anni dopo, nel mio laboratorio, ho capito che non era magia. Era rispetto per i dettagli, attenzione a quello che facevano le mani, pazienza nel non saltare i passaggi. La brioche e un impasto che assorbe tutto quello che dai. Se dai fretta, se non stendi bene, se non dori con cura, lei te lo restituisce. Quando invece la tratti bene, diventa una cosa bellissima. E il profumo in forno, l'odore del burro e delle uova che si dorano, quello non cambia mai da quando ero con mio nonno.