I tortelloni al tartufo arrivano nel piatto con una forma regolare di rettangoli leggermente gonfi, dal colore giallo dorato della pasta all'uovo. La superficie brilla di burro fuso, mentre piccole scaglie di tartufo nero ricoprono la sommità con eleganza sobria. La salvia fresca rimane intatta sui lati, ancora profumata. Il ripieno, appena visibile dai bordi sigillati, promette cremosità bianca, e il piatto intero sprigiona un aroma intenso e terroso.

Gusto

Il tartufo domina in modo netto e affascinante, ma non prepotente. La ricotta sotto mantiene il morso dolce e delicato, bilanciando l'aroma muschiato e selvaggio del tartufo. Il burro intingendo la pasta le dà corposità, mentre la salvia aggiunge una nota erbacea leggera. Si servono caldi, in piatto fondo preriscaldato, e il condimento tradizionale rimane il burro con uno o due mestoli di acqua di cottura della pasta, per allargare il burro e creare una salsa vellutata.

Benessere

  • La ricotta apporta proteine nobili, circa 11 grammi per 100 grammi di prodotto, e una dose moderata di grassi principalmente insaturi.
  • Il tartufo contiene minerali come potassio, fosforo e tracce di ferro, utili anche se in quantità piccole data la porzione abituale.
  • Un piatto di tortelloni da 200-250 grammi sazia in modo duraturo grazie alla combinazione di proteine, grassi e carboidrati della pasta fresca.
  • La ricotta fresca apporta anche calcio, elemento essenziale per ossa e contrazione muscolare, soprattutto quando non è consumata cotta ad alte temperature.
  • Per un pasto completo e equilibrato, accompagna i tortelloni con un contorno di verdure grigliate o un'insalata mista, che aggiunge fibre e vitamine.
  • Falso mito da sfatare: il tartufo non è più calorico della pasta condita normalmente. Cento grammi di tartufo nero apportano circa 27 calorie, mentre il burro usato per condire è la vera fonte di grassi. Una porzione ragionevole di tortelloni al tartufo, con burro misurato, rimane un piatto saporito e non eccessivo. Chi soffre di reflusso o gastrite dovrebbe moderare le dosi di burro, non eliminarle del tutto.
Valori nutrizionali (per 100 g)
  • 280Energia (kcal)
  • 11Proteine (g)
  • 15Grassi (g)
  • 9di cui saturi (g)
  • 28Carboidrati (g)
  • 1di cui zuccheri (g)
  • 1,5Fibre (g)
  • 0,8Sale (g)

Valori indicativi e approssimativi, basati su ricotta intera, pasta all'uovo fresca fatta in casa, burro e tartufo nero fresco. Variano secondo dosi precise, marche, metodi di cottura e genuinità dei prodotti.

Preparazione90 min
Cottura8 min
Difficoltàimpegnativa
Porzioni4 persone
Costoalto
Stagioneautunno/inverno
Ingredienti
  • 300 gFarina 00
  • 3 uova medieUova intere
  • 250 gRicotta fresca di mucca
  • 20 gTartufo nero fresco (o 5 g di tartufo in scatola sminuzzato)
  • 30 gParmigiano Reggiano grattugiato
  • 1 pizzicoSale fino
  • 1 pizzicoPepe nero macinato fresco
  • 100 gBurro
  • 8-10 foglieSalvia fresca
  1. Pasta: fontana e impastoVersa la farina 00 sul piano di lavoro, crea una fontana al centro, rompi le tre uova intere e versale dentro. Con una forchetta, inizia a sbattere le uova senza romper i bordi della fontana. Quando il composto inizia a diventare pappa, inizia a integrare farina dai bordi con le dita. Impiega circa 3-4 minuti. Se l'impasto è secco, aggiungi mezzo cucchiaio d'acqua tiepida. Se è appiccicaticcio, aggiungi un cucchiaio di farina. L'impasto deve essere liscio e morbido, non colloso.
  2. Impasto: riposo e kneadingRaccogli l'impasto in palla, avvolgilo nella pellicola trasparente e lascialo riposare a temperatura ambiente per 30 minuti. Passato il tempo, riestraialo e impastalo energicamente con le mani per altri 3-4 minuti, rendendolo ancora più omogeneo e elastico. Se troppo appiccaticcio, spolverizza farina 00 una mano alla volta.
  3. Ripieno: ricotta e tartufoIn una ciotola versate la ricotta fresca, aggiungete il Parmigiano Reggiano, una piccola grattata di pepe nero, un pizzico di sale. Mescola bene con un cucchiaio di legno fino a renderla omogenea, circa 2 minuti. Pulisci il tartufo nero con uno spazzolino morbido sotto acqua corrente fredda, asciugalo bene con carta, quindi grattuggialo finemente sopra il ripieno oppure sminuzzalo con un coltello. Piega il ripieno e mescola ancora fino a incorporare bene il tartufo. Il ripieno deve essere cremoso e profumato, senza grumi visibili.
  4. Sfoglia: stretching con mattarelloDividi l'impasto in quattro porzioni uguali. Con una porzione, usa il mattarello per stendere la pasta su piano leggermente infarinato. Comincia dal centro e procedi verso l'esterno, ruotando il foglio di 45 gradi ogni 3-4 passate di mattarello. Deve diventare trasparente, quasi traslucidale: spessore di 1 millimetro circa. Impiega 5-7 minuti per foglio. Se attacca, infarino leggermente le mani e il piano, non la pasta. Ripeti con le altre tre porzioni, sovrapponendo i fogli con carta forno tra loro.
  5. Composizione: rigatelli e ripienoPrendi un foglio di pasta, posizionalo su un piano infarinato. Con un cucchiaio da tavola, forma piccoli mucchietti di ripieno distanziati di 4 centimetri in file parallele. Ogni tortellone riceve circa un cucchiaio colmo di ripieno. Umidisci i bordi tra un mucchietto e l'altro usando un dito bagnato in acqua fredda, tracciando righe leggere. Piega la pasta a metà creando rettangoli, sigilla i bordi premendo con le dita o con una forchetta. Ogni rettangolo contiene un mucchietto di ripieno al centro. Taglia i bordi in eccesso con una rotella smerlata mantenendo almeno mezzo centimetro di sigillo.
  6. Cottura: acqua salata e timingPorta a ebollizione una pentola grande d'acqua (per 4 porzioni, circa 2 litri), aggiungi 15 grammi di sale fino. Quando bolle, immergere i tortelloni delicatamente uno per uno per evitare che si attacchino. Non ammucchiarli. Mescola delicatamente subito con un cucchiaio di legno. Quando affiorano, attendi 1-2 minuti (dipende dallo spessore della pasta: se sfoglia sottile, 1 minuto basta; se più spessa, 2 minuti). Assaggia un tortellone: la pasta deve essere morbida ma ancora con una leggerissima resistenza al morso, il ripieno caldo. Scola con una schiumarola, non in colapasta, per preservare i tortelloni.
  7. Condimento: burro e salviaNel frattempo, taglia il burro a pezzetti e mettilo in una padella ampia su fuoco medio. Quando il burro inizia a schiumare, aggiungi le foglie di salvia intere e lascia infondere per 1 minuto, facendo attenzione che non bruci. Versa il burro in un piatto di servizio fondo preriscaldato (bagnalo con acqua calda e svuotalo), aggiungi mezzo mestolo d'acqua di cottura della pasta (quella starchier che lega bene), mescola rapido. Posiziona i tortelloni nel piatto, cospargi di scaglie sottili di tartufo nero fresco grattugiato al momento con una grattugia microplane, aggiungi altre 2-3 foglie di salvia fresca. Servi subito.

L'errore da non fare

L'errore più comune è sigillare male i bordi della pasta, lasciando bolle d'aria o spazi non salati. Durante la cottura, la pasta si apre e il ripieno fuoriuscite nell'acqua, rendendo il tortellone piatto e molle. Quando sigilli, premi bene con le dita o con una forchetta su tutto il perimetro, accertandoti che non rimangono sacche d'aria. Un secondo errore è cuocere i tortelloni troppo a lungo: il ripieno diventa secco e la pasta perde struttura. Uno o due minuti dopo l'affioramento sono sufficienti.

I nostri consigli

  • Se prepari i tortelloni in anticipo, disponili su un vassoio coperto di carta forno infarinata, separati l'uno dall'altro, e congelali per almeno 4 ore. Trasferiscili poi in freezer in un contenitore ermetico: conservano bene fino a 3 settimane. Cuoci da congelati, aggiungendo solo 1-2 minuti al tempo di cottura.
  • Il tartufo fresco ha un aroma intenso: se preferisci una nota più delicata, riduci la dose a 10 grammi o sostituisci con tartufo in scatola ben sciacquato. Alcuni puri sostituiscono il tartufo fresco con una manciata di funghi porcini secchi reidratati e tritati finemente, ottenendo un profumo simile con costo minore.
  • Abbina i tortelloni al tartufo con un bianco fresco e minerale, come un Pinot Grigio delle Venezie o un Vermentino. Il vino non copre il tartufo, semmai lo evidenzia con la sua acidità leggera.
  • Se non hai il mattarello, una cartella rettangolare (matterello) o perfino un bicchiere alto con fondo piatto funzionano, anche se richiedono più pazienza. Il segreto è rotare sempre l'impasto e spolverare poco.

Quando prepararla

I tortelloni al tartufo sono un piatto tipico dell'autunno e dell'inverno, quando il tartufo nero è fresco e a prezzi meno elevati. Novembre e dicembre sono i mesi ideali. Si preparano bene anche a fine gennaio se il tartufo è ancora disponibile. In primavera e estate, il tartufo secco si trova facilmente, ma il piatto perde parte del suo fascino aromatico.

Domande frequenti

  • Posso usare ricotta congelata? No. La ricotta congelata rilascia troppa acqua durante lo scongelamento e il ripieno diventa umido. Usa sempre ricotta fresca, al massimo di un giorno prima.
  • Che differenza c'è tra tartufo nero e tartufo bianco nei tortelloni? Il tartufo nero è più stabile al calore e ha un aroma terroso che rimane anche cucinato. Il tartufo bianco è più aromatico ma perde molta intensità con la cottura: usalo raramente e spargi scaglie solo a piatto già condito, per conservare l'aroma.
  • Quanto tartufo devo usare veramente? Dipende dal gusto e dal budget. Per 4 persone, 15-20 grammi di tartufo fresco sono più che sufficienti se distribuiti bene tra ripieno e decorazione. Mezzo grammo per tortellone è già generoso.
  • Posso fare i tortelloni senza uova? Tecnicamente sì con acqua e olio, ma la pasta risulterà meno elastica e più fragile da stendere. Se devi, sostituisci le tre uova con 150 millilitri d'acqua tiepida e 30 millilitri d'olio d'oliva, ma accetta che il risultato sarà meno raffinato.