
| 300 g | Farina 00 |
| 3 uova medie | Uova intere |
| 250 g | Ricotta fresca di mucca |
| 20 g | Tartufo nero fresco (o 5 g di tartufo in scatola sminuzzato) |
| 30 g | Parmigiano Reggiano grattugiato |
| 1 pizzico | Sale fino |
| 1 pizzico | Pepe nero macinato fresco |
| 100 g | Burro |
| 8-10 foglie | Salvia fresca |
| 280 | Energia (kcal) |
| 11 | Proteine (g) |
| 15 | Grassi (g) |
| 9 | di cui saturi (g) |
| 28 | Carboidrati (g) |
| 1 | di cui zuccheri (g) |
| 1,5 | Fibre (g) |
| 0,8 | Sale (g) |
Il tartufo domina in modo netto e affascinante, ma non prepotente. La ricotta sotto mantiene il morso dolce e delicato, bilanciando l'aroma muschiato e selvaggio del tartufo. Il burro intingendo la pasta le dà corposità, mentre la salvia aggiunge una nota erbacea leggera. Si servono caldi, in piatto fondo preriscaldato, e il condimento tradizionale rimane il burro con uno o due mestoli di acqua di cottura della pasta, per allargare il burro e creare una salsa vellutata.
L'errore più comune è sigillare male i bordi della pasta, lasciando bolle d'aria o spazi non salati. Durante la cottura, la pasta si apre e il ripieno fuoriuscite nell'acqua, rendendo il tortellone piatto e molle. Quando sigilli, premi bene con le dita o con una forchetta su tutto il perimetro, accertandoti che non rimangono sacche d'aria. Un secondo errore è cuocere i tortelloni troppo a lungo: il ripieno diventa secco e la pasta perde struttura. Uno o due minuti dopo l'affioramento sono sufficienti.
I tortelloni al tartufo sono un piatto tipico dell'autunno e dell'inverno, quando il tartufo nero è fresco e a prezzi meno elevati. Novembre e dicembre sono i mesi ideali. Si preparano bene anche a fine gennaio se il tartufo è ancora disponibile. In primavera e estate, il tartufo secco si trova facilmente, ma il piatto perde parte del suo fascino aromatico.