
| 250 g | Farina di tipo 0 |
| 2 | Uova intere |
| 350 g | Ricotta di vaccino |
| 100 g | Pane raffermo o biscotti secchi (tipo crostata) |
| 50 g | Parmigiano reggiano grattugiato |
| 1 | Uovo (per il ripieno) |
| una presa | Noce moscata grattugiata |
| 5 g | Sale fine |
| 50 g | Burro per il condimento |
| 8-10 foglie | Salvia fresca |
| 240 kcal | Energia |
| 10,5 g | Proteine |
| 12 g | Grassi |
| 7,5 g | di cui saturi |
| 24 g | Carboidrati |
| 0,8 g | di cui zuccheri |
| 1,2 g | Fibre |
| 0,6 g | Sale |
Il sapore è dolciastro e salato nello stesso tempo, perché il pane raffermo contribuisce con una nota lievemente caramellata mentre la ricotta regala cremosità e dolcezza naturale. L'uovo nel ripieno lega tutto insieme e rende il boccone vellutato. Serviti con burro e salvia, i tortelli acquistano una profondità aromatica che il burro fuso amplifica. La tradizione vuole anche una macinata di noce moscata nel ripieno: quella spezia caldo-dolce è il segreto per non farli sembrare banali.
L'errore più frequente è non dosare bene il ripieno: troppo ripieno fa scoppiare i tortelli in cottura, troppo poco li rende piatti e insoddisfacenti. Un cucchiaio da dessert colmo per tortello è la misura giusta. Secondo errore comune è sigillare male i bordi: l'aria intrappolata dentro dilata il ripieno e apre il tortello. Premi i bordi con decisione, non solo leggermente. Infine, non lasciare riposare l'impasto: senza riposo la pasta diventa difficile da stendere e si lacera facilmente.
I tortelli di ricotta e pane raffermo si preparano tutto l'anno, ma sono particolarmente indicati nei mesi più freddi quando il pane raffermo abbonda in cucina. Tradizionalmente compaiono sulle tavole autunnali e invernali, quando è naturale avere pane vecchio da riciclare e la cucina calda del fuoco incita a fare la pasta a mano. Vanno bene anche a primavera come primo leggero in un menù che comprenda secondi di pesce.