
| 400 g | Mandorle pelate intere |
| 300 g | Miele di acacia o millefiori |
| 100 g | Albumi di uova freschissime |
| 80 g | Zucchero semolato |
| 20 g | Burro per ungere |
| 2 fogli | Carta di riso commestibile |
| 10 g | Zucchero a velo per spolverare |
| 1 pizzico | Sale fino |
| 470 kcal | Energia |
| 10 g | Proteine |
| 28 g | Grassi |
| 2,5 g | di cui saturi |
| 54 g | Carboidrati |
| 48 g | di cui zuccheri |
| 2,5 g | Fibre |
| 0,08 g | Sale |
Sa di miele caramellato con una dolcezza importante e equilibrata dalla tostatura della mandorla, che lascia un retrogusto leggermente amaro e affumicato. Il profumo è quello intenso di miele d'acacia o millefiori riscaldato, con una nota calda di mandorla cruda dentro. Si mangia a pezzetti piccoli, mordicchiando fino a sentire la mandorla cedere sotto i denti. Tradizionalmente si accompagna con un caffè forte o un vino dolce naturale da pasto.
Non montate gli albumi con una sola goccia di tuorlo rimasta nella ciotola: grasso e albume non si mescolano e la schiuma non tiene. Usate ciotola pulitissima e fruste perfettamente asciutte. Inoltre, non prolungate la cottura del miele oltre i 115 gradi: oltre questo punto il torrone diventa troppo duro e fragile al punto che non si mangia, si spacca in frammenti minuscoli.
Il torrone dei morti si prepara in autunno, quando le mandorle nuove sono disponibili e la stagione richiede dolci nutrienti e conservabili. È tradizionalmente fatto a novembre, intorno alla festa dei morti, ma rimane ottimo fino a dicembre. L'aria fresca e il basso tasso di umidità autunnale favoriscono l'asciugatura uniforme del torrone.