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Timorasso

Vincenza Bertolino· 7 ottobre 2016· 5 min di lettura ·Brescia
Calice di vino Timorasso color oro chiaro su tavolo di legno, con bottiglia piena sullo sfondo e uva bianca in primo piano
Temperatura di servizio
10-12 °C
Conservazione in bottiglia
8-15 anni
Difficoltà di abbinamento
media
Porzione consigliata
150 ml a pasto
Costo medio bottiglia
medio
Stagione ideale
tutto l'anno

Valori nutrizionali

80 kcalEnergia
0,1 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
2,5 gCarboidrati
1,2 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0,01 gSale
Come si prepara
1
Scegli la bottiglia giusta
Controlla sull'etichetta che la bottiglia sia stata conservata orizzontale in cantina. Scegli etichette di produttori noti, se possibile con certificazione DOP.
2
Mettila in fresco due ore prima
Circa tre ore prima di bere, riponi la bottiglia in frigorifero. Il Timorasso non va ghiacciato, ma deve raggiungere i dieci gradi esatti, né più freddo né più tiepido.
3
Verifica il colore al stappamento
Una volta versato, guarda il colore del vino in controluce. Deve essere paglierino carico o dorato se ha alcuni anni, completamente limpido e trasparente senza torbidità.
4
Lascialo respirare tre minuti
Dopo aver versato nel calice, aspetta un paio di minuti che il vino "si apra" e sviluppi i profumi. Non è necessario aerarlo agitando.
5
Accompagnalo a tavola con il piatto giusto
Abbina il Timorasso con piatti di pesce cotto al forno o in umido, risotti delicati, formaggi a pasta morbida. L'acidità del vino limpa il palato tra un boccone e l'altro.
6
Conserva la bottiglia aperta in frigo
Se rimane vino, tappalo con un tappo di silicone o plastica e riponi in frigorifero. Bevi entro due giorni per mantenere freschezza e profumi.

Gusto

Il sapore del Timorasso è secco, minerale, con una nota leggera di affumicatura e pietrisco che richiama il suolo da cui nasce l'uva. L'aroma è floreale con sentori di mandorla e frutta gialla, dal melone alla pesca bianca. Si beve freddo, tra i dieci e i dodici gradi, e in bottiglia invecchiata tre o quattro anni sviluppa una complessità rara nei bianchi. L'abbinamento tradizionale è con risotti ai funghi, brodi di pesce grasso e piatti di salumi piemontesi, perché la sua struttura regge senza smarrirsi.

Benessere

L'errore da non fare

Non servire il Timorasso troppo freddo, direttamente dal freezer. Con temperature inferiori ai otto gradi gli aromi minerali e floreali si "addormentano" e il vino diventa piatto, anonimo. Molti pensano che un bianco vada sempre molto freddo, ma il Timorasso ha una struttura e una complessità che merita di esprimersi. Altro errore comune è conservarlo in piedi esposto alla luce: il vino invecchia male, perde colore e profumo.

I nostri consigli

Quando berlo

Il Timorasso si beve tutto l'anno, ma è particolarmente apprezzato in primavera e autunno, quando la temperatura esterna non è troppo calda e il vino mantiene meglio i profumi nel calice. In estate, se servito ben freddo, è rinfrescante con piatti leggeri di pesce. In inverno, con un corpo robusto, accompagna bene minestre di verdure e formaggi da tavola.

Domande frequenti

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