Il Timorasso riempie il bicchiere con un colore giallo paglierino carico, quasi dorato quando ha alcuni anni di affinamento. Nel calice il vino appare limpido e brillante, lascia le lacrime marcate sulle pareti del bicchiere. L'aspetto è quello di un bianco corposo, di spessore, che promette nella trasparenza una densità non comuni per i vini bianchi.

Gusto

Il sapore del Timorasso è secco, minerale, con una nota leggera di affumicatura e pietrisco che richiama il suolo da cui nasce l'uva. L'aroma è floreale con sentori di mandorla e frutta gialla, dal melone alla pesca bianca. Si beve freddo, tra i dieci e i dodici gradi, e in bottiglia invecchiata tre o quattro anni sviluppa una complessità rara nei bianchi. L'abbinamento tradizionale è con risotti ai funghi, brodi di pesce grasso e piatti di salumi piemontesi, perché la sua struttura regge senza smarrirsi.

Benessere

  • L'uva Timorasso contiene polifenoli antiossidanti simili a quelli del vino rosso, benché in quantità inferiore, che proteggono le cellule dallo stress ossidativo.
  • Il vino fornisce potassio, minerale essenziale per il controllo della pressione e la funzione cardiaca, e tracce di magnesio e ferro.
  • Una calice di Timorasso a pasto è leggero dal punto di vista calorico, circa 80 calorie per bicchiere standard da 125 ml, e aiuta la digestione grazie all'acidità naturale.
  • Il contenuto di resveratrolo, pur minore rispetto ai rossi, è documentato in letteratura enologica come supporto al metabolismo dei grassi.
  • Abbina il Timorasso a piatti di pesce bianco, ortaggi cotti e formaggi semistagionati per un pasto completo e digeribile, senza appesantimenti.
  • Falso mito da sfatare: No, il vino bianco non è "più leggero" del rosso dal punto di vista dell'alcol o dello zucchero residuo. Il Timorasso, come molti bianchi piemontesi, raggiunge il 13-14 per cento di alcol, uguale a molti rossi. Chi soffre di gastrite o reflusso deve comunque moderare, perché l'acidità può irritare lo stomaco vuoto.
Valori nutrizionali (per calice da 125 ml)
  • 80 kcalEnergia
  • 0,1 gProteine
  • 0 gGrassi
  • 0 gdi cui saturi
  • 2,5 gCarboidrati
  • 1,2 gdi cui zuccheri
  • 0 gFibre
  • 0,01 gSale

Valori indicativi e approssimativi di un vino bianco secco fermo del tipo Timorasso. La composizione varia secondo l'annata, il metodo di vinificazione e i tempi di affinamento in botte.

Temperatura di servizio10-12 °C
Conservazione in bottiglia8-15 anni
Difficoltà di abbinamentomedia
Porzione consigliata150 ml a pasto
Costo medio bottigliamedio
Stagione idealetutto l'anno
Come sceglierlo e conservarlo
  • AnnataPreferisci etichette da tre a otto anni, quando il vino ha sviluppato profondità senza perdere freschezza
  • ConfezionamentoBottiglia scura di vetro spesso, tappo in sughero naturale, non con viti di metallo
  • Posizione in cantinaOrizzontale, buio, temperatura costante intorno ai 13-15 °C, lontano da rumori e vibrazioni
  • UmiditàTra il 60 e il 70 per cento per mantenere il sughero morbido
  • Dopo l'aperturaIn frigorifero con una tappo di silicone, bere entro due o tre giorni
  • BicchiereCalice bianco a tulipano, non flûte, per far emergere aromi minerali e floreali
  • DecantazioneFacoltativa, solo se il vino ha dieci anni o più di età
  • Abbinamento in cucinaRisotto ai funghi porcini, branzino al forno, triglie in umido, formaggi di capra freschi, pani di verdure estate
  1. Scegli la bottiglia giustaControlla sull'etichetta che la bottiglia sia stata conservata orizzontale in cantina. Scegli etichette di produttori noti, se possibile con certificazione DOP.
  2. Mettila in fresco due ore primaCirca tre ore prima di bere, riponi la bottiglia in frigorifero. Il Timorasso non va ghiacciato, ma deve raggiungere i dieci gradi esatti, né più freddo né più tiepido.
  3. Verifica il colore al stappamentoUna volta versato, guarda il colore del vino in controluce. Deve essere paglierino carico o dorato se ha alcuni anni, completamente limpido e trasparente senza torbidità.
  4. Lascialo respirare tre minutiDopo aver versato nel calice, aspetta un paio di minuti che il vino "si apra" e sviluppi i profumi. Non è necessario aerarlo agitando.
  5. Accompagnalo a tavola con il piatto giustoAbbina il Timorasso con piatti di pesce cotto al forno o in umido, risotti delicati, formaggi a pasta morbida. L'acidità del vino limpa il palato tra un boccone e l'altro.
  6. Conserva la bottiglia aperta in frigoSe rimane vino, tappalo con un tappo di silicone o plastica e riponi in frigorifero. Bevi entro due giorni per mantenere freschezza e profumi.

L'errore da non fare

Non servire il Timorasso troppo freddo, direttamente dal freezer. Con temperature inferiori ai otto gradi gli aromi minerali e floreali si "addormentano" e il vino diventa piatto, anonimo. Molti pensano che un bianco vada sempre molto freddo, ma il Timorasso ha una struttura e una complessità che merita di esprimersi. Altro errore comune è conservarlo in piedi esposto alla luce: il vino invecchia male, perde colore e profumo.

I nostri consigli

  • Se compri una bottiglia di Timorasso, bevila entro otto anni dall'etichetta se non hai una cantina climatizzata. A casa, in credenza a temperatura ambiente, il vino invecchia veloce e perde equilibrio.
  • Il Timorasso giovane, da due a tre anni, è più fresco e delicato, perfetto per aperitivi e piatti leggeri. Quello invecchiato diventa complesso, ricco di sfumature di miele e nocciola, ideale a pasto con piatti strutturati.
  • Se non trovi bottiglie di Timorasso nella tua zona, chiedi al sommelier del ristorante o scrivi direttamente alle cantine piemontesi che lo producono. Molte spediscono in tutta Italia.
  • Quando inviti ospiti, servi il Timorasso come aperitivo con pani di verdure crude, non come vino da pasto se i tuoi commensali non conoscono bianchi secchi strutturati. Valuta il palato.

Quando berlo

Il Timorasso si beve tutto l'anno, ma è particolarmente apprezzato in primavera e autunno, quando la temperatura esterna non è troppo calda e il vino mantiene meglio i profumi nel calice. In estate, se servito ben freddo, è rinfrescante con piatti leggeri di pesce. In inverno, con un corpo robusto, accompagna bene minestre di verdure e formaggi da tavola.

Domande frequenti

  • Il Timorasso è un vino da collector? No, è un vino da bere, non da investimento. Anche le bottiglie migliori vanno consumate entro quindici anni per godere appieno. È robusto quanto basta per invecchiare, ma non ha lo spessore di un grande rosso.
  • Posso bere Timorasso se soffro di reflusso acido? Con cautela. Il vino bianco è acido per natura, tra 6 e 7 di pH. Se il tuo stomaco è sensibile, bevilo sempre a pasto con cibo, mai a digiuno, e consulta il medico per quantità e frequenza.
  • Qual è la differenza tra Timorasso e altri bianchi piemontesi come Gavi o Barbera bianca? Il Timorasso è più corposo, minerale e affumicato. Il Gavi è più floreale e delicato. La Barbera bianca non esiste comunemente. Sono tre uve diverse che danno profili gustavi completamente diversi.
  • Posso cucinare con il Timorasso? Sì, è eccellente per sfumare pesce e funghi. Aggiungi mezza tazza nel piatto trenta secondi prima di fine cottura per far evaporare l'alcol e lasciare solo l'aroma minerale.