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Tigella

Vincenza Bertolino· 28 settembre 2021· 6 min di lettura ·Bologna
Tigelle dorate e rotonde, appena cotte tra piastre terracotta, tagliate a metà mostrando l'interno soffice e crema, servite in un piatto di ceramica con un coltello e un panno di lino bianco
Preparazione
25 min
Cottura
25 min
Difficoltà
media
Porzioni
8 tigelle
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

500 gFarina di tipo 0
325 mlAcqua tiepida
10 gSale fino
5 gLievito naturale (pasta madre) attivo
2 gOlio extravergine di oliva

Valori nutrizionali

265 kcalEnergia
9 gProteine
1,5 gGrassi
0,3 gdi cui saturi
52 gCarboidrati
1 gdi cui zuccheri
2 gFibre
0,6 gSale
Come si prepara
1
Impastare
Versa la farina in una ciotola grande. Aggiungi l'acqua tiepida e il lievito naturale sciolto in parte dell'acqua. Inizia a mescolare con le mani finché non rimangono briciole secche, circa tre minuti. Lascia riposare dieci minuti, coperto.
2
Aggiungere il sale
Dopo il riposo, cospargere il sale sull'impasto e incorporarlo bene con una tecnica di piega e stiramento: solleva una sezione di impasto, piegala su se stessa e premi, ruota la ciotola di un quarto. Ripeti per cinque minuti finché il sale non è distribuito uniformemente e l'impasto diventa liscio e elastico.
3
Lievitazione in massa
Copri la ciotola con un canovaccio umido. Lascia lievitare a temperatura ambiente, tra i venti e i ventitré gradi, per otto ore oppure una notte intera. L'impasto deve aumentare del settanta per cento di volume.
4
Divisionare
Trasferisci l'impasto su un piano leggermente infarinato. Dividi in otto porzioni uguali di circa cento grammi ciascuna usando una bilancia da cucina. Modella ogni pezzo a forma di palla tirando i bordi verso il basso e posizionando la lisciezza sul piano di lavoro. Sistemale leggermente distanziate su un foglio di carta forno, copri con il canovaccio umido.
5
Lievitazione finale
Lascia riposare le palline per tre ore a temperatura ambiente, finché aumentano di volume del cinquanta per cento e risultano turgide al tatto. Non devono essere molle, ma elastiche.
6
Preparare le piastre
Se usi piastre di terracotta tradizionali, bagnale leggermente e lasciale asciugare, poi disponile sul fuoco (gas o piastra elettrica) a fuoco medio finché non cominciano a fumeggiare leggermente. Se usi un oven o una bistecchiera, riscaldala a centottanta gradi. Le piastre devono essere molto calde e uniformi.
7
Cuocere
Posiziona una pallina di impasto su una piastra inferiore riscaldata, copri subito con la piastra superiore. La tigella cuocerà per due minuti e mezzo da un lato, poi girala con una spatola di legno e cuoci altri due minuti e mezzo. La superficie deve essere dorata con piccole macchie scure. Estrai e riponi su una gratella di legno o un piatto. Continua con le altre palline.

Gusto

Il sapore della tigella è neutro ma gradevole, con una leggerissima nota lievitata e salata. Non è un pane dolce, ma nemmeno insipido: il sale giusto esalta la sofficità della miga. Tradizionalmente la tigella si mangia aperta in due, farcita con affettati, formaggi locali o semplicemente spalmatata di strutto fuso con aglio. Il calore della tigella appena cotta ammorbidisce il ripieno e lo integra perfettamente nella struttura. La crosta esterna, benché croccante all'esterno, diventa morbida dopo qualche minuto di riposo.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è cuocere le tigelle con le piastre non abbastanza calde. Se la temperatura è bassa, l'impasto non forma la crosta ma rimane pallido e appiccaticcio, oppure si cuoce soltanto in profondità rimanendo umido all'esterno. Scaldare bene le piastre, fino a che il calore è quasi aggressivo, è essenziale. Un altro errore è saltare la lievitazione finale: se le palline non riposano abbastanza prima di cuocere, la tigella rimane dura e compatta dentro.

I nostri consigli

Quando prepararla

La tigella si prepara durante l'intero anno, ma è particolarmente appropriata in autunno e inverno, quando le temperature più fresche facilitano una lievitazione lenta e controllata. Nelle mense dove ho lavorato la offrivamo soprattutto a novembre e dicembre, perché il profumo di grano fermentato scalda durante i giorni più freddi. D'estate è comunque possibile: basta mettere l'impasto in lievitazione nel frigorifero notturno se la cucina è troppo calda.

Domande frequenti

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