
| 150 g | Tartufo nero intero con buccia |
| 3 fogli | Carta stagnola |
| 50 g | Burro |
| 2 fette | Pane tostato |
| quanto basta | Sale marino fino |
| 20 ml | Olio extravergine di oliva |
| 31 kcal | Energia |
| 3,0 g | Proteine |
| 0,5 g | Grassi |
| 0,1 g | di cui saturi |
| 5,0 g | Carboidrati |
| 1,5 g | di cui zuccheri |
| 2,0 g | Fibre |
| 0,1 g | Sale |
Il tartufo nero cuocinato in crosta rilascia un profumo intenso e persistente, terroso, leggermente dolciastro, con note di nocciola tostata. La polpa, ancora morbida dopo la cottura, mantiene una texture quasi burro-sa. Abbinamento classico è con burro fuso tiepido, pane tostato e un poco di sale marino. Funziona anche solo su un risotto bianco caldo, o sul tuorlo d'uovo sodo. Il calore della crosta protegge gli oli aromatici interni, che non evaporano come farebbero con una cottura più aggressiva.
Non cuocere il tartufo nero senza protezione. Se lo inforno nudo o con una sola carta sottile, il calore diretto lo secca in 5 minuti e disperde tutti gli aromi. La crosta serve proprio a questo: a proteggere la polpa dall'evaporazione. Altro errore è usare temperature troppo alte: oltre 180 gradi il tartufo cuoce troppo velocemente e diventa duro. La cottura lenta a 160 gradi ammorbidisce la polpa senza danneggiarla. Evita anche di aprire il pacco troppo presto: interrompi il vapore e il risultato finisce per essere secco.
Il tartufo nero si trova fra novembre e dicembre, a volte fino a gennaio se l'inverno è mite. È il momento giusto per questa ricetta: la stagione fredda rallenta l'evaporazione dei composti aromatici e il tartufo è al picco di profumo. Perfetto per cene invernali semplici ma eleganti, quando vuoi offrire qualcosa di speciale senza complicare il menu.