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Taiada

Vincenza Bertolino· 28 dicembre 2016· 5 min di lettura ·Mantova
Taiada dorata e croccante su un piatto bianco, sfoglia sottile e uniforme con superficie leggermente butterata, intera e spezzata a metà
Preparazione
15 min
Cottura
25 min
Difficoltà
facile
Porzioni
4 persone
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

300 gFarina di grano tenero
180 mlAcqua tiepida
5 gSale fino
5 gOlio extravergine di oliva
3 gLievito naturale (pasta madre) oppure mezzo cucchiaino di lievito istantaneo secco
q.b.Farina per spolverare il piano di lavoro

Valori nutrizionali

380 kcalEnergia
11 gProteine
1,5 gGrassi
0,3 gdi cui saturi
76 gCarboidrati
2 gdi cui zuccheri
3 gFibre
1,5 gSale
Come si prepara
1
Impasto base
Versa la farina in una ciotola, crea una fontana al centro e versavi l'acqua tiepida. Aggiungi il sale, l'olio e il lievito. Mescola con le mani per 3 minuti fino a ottenere un impasto ruvido e omogeneo, senza grumi.
2
Trasferimento e riposo
Trasferisci l'impasto su un piano di lavoro infarinato e impasta per altri 5 minuti, fino a renderlo liscio e morbido. Mettilo in una ciotola coperta con un panno umido e fallo riposare a temperatura ambiente per 4-6 ore, o finché il volume non raddoppia.
3
Stesura
Dividi l'impasto in 4 porzioni uguali. Stendi una porzione alla volta con un mattarello su un piano infarinato, cercando di renderla il più sottile possibile, circa 2-3 millimetri di spessore. La forma deve essere rettangolare e uniforme.
4
Trasferimento in forno
Scalda il forno a 200 gradi Celsius per almeno 10 minuti con la piastra o una teglia dentro. Trasferisci la sfoglia stesa su un foglio di carta da forno e appoggiane due o tre sul caldo della teglia, avendo cura di non sovrapporle.
5
Cottura
Cuoci per 20-25 minuti, finché la superficie non diventa color oro uniforme e la sfoglia non è completamente croccante. Gira il foglio di carta a metà cottura se noti una cottura non uniforme. La «taiada» deve risultare asciutta e friabile.
6
Raffreddamento
Estrai dal forno e lascia raffreddare su una griglia per 5 minuti, finché non è del tutto fredda e completamente croccante. Conserva in un contenitore ermetico.

Gusto

Il sapore è neutro e delicato, con note di cereale tostato leggero. Non è dolce né salato, ma completamente asciutto e friabile in bocca, perfetto per accompagnare salumi, formaggi e conserve. La «taiada» ha il compito di pulire il palato e di fare da supporto a sapori forti. Si mangia intera, spezzandola con le mani, e tradizionalmente si abbina a insaccati toscani, ricotta e marmellate fatte in casa.

Benessere

  • La farina di grano tenero contiene proteine vegetali, seppure non complete: circa 10-12 grammi per 100 grammi di farina pura.
  • Apporta carboidrati complessi che danno energia prolungata, con poco sodio se salata moderatamente.
  • La «taiada» è un pane molto secco e naturalmente saziante nonostante le piccole porzioni, grazie al basso contenuto di umidità.
  • La cottura prolungata a temperatura moderata riduce ulteriormente l'umidità, rendendo il pane più conservabile e digeribile rispetto a pani morbidi.
  • Si abbina bene a piatti ricchi di proteine e grassi: salumi e formaggi trovano in questa sfoglia un accompagnamento che bilancia il pasto senza appesantire.
  • Falso mito da sfatare: molti credono che il pane tostato o molto secco sia indigeribile. In realtà, la «taiada» è più facile da digerire rispetto a un pane morbido e fresco, perché il calore prolungato ha già modificato l'amido rendendolo accessibile. Non è indicata solo per chi ha problemi di stomaco, ma è un alimento adatto a tutti in porzioni normali.

L'errore da non fare

L'errore più comune è stendere l'impasto troppo spesso. La «taiada» deve essere molto sottile, quasi trasparente in alcuni punti, altrimenti rimane morbida al centro anche dopo la cottura prolungata. Un altro errore è aprire il forno troppo presto: i primi 15 minuti sono critici per la lievitazione e la formazione della struttura croccante. Se il forno non è sufficientemente caldo, la sfoglia non cuoce in modo uniforme e rimane gommosa in certi tratti.

I nostri consigli

  • Conserva la «taiada» in un contenitore di latta o in un sacchetto di carta, non in plastica: l'umidità la ammorbidirebbe. Dura 5-7 giorni a temperatura ambiente e fino a due settimane al buio e al fresco.
  • Se l'impasto è difficile da stendere, lascialo riposare 10 minuti tra una porzione e l'altra: il glutine si rilassa e la sfoglia sarà più facile da aprire senza strappare.
  • Puoi sostituire il lievito naturale con mezzo cucchiaino di lievito di birra secco o con un pizzico di bicarbonato, anche se il sapore risulterà leggermente diverso. La «taiada» senza lievito è comunque valida, ma meno fragrante.
  • Abbina la «taiada» a un formaggio di pasta dura come il Parmigiano Reggiano, a un salume stagionato oppure a marmellata di fichi o uva per colazioni o merendi.

Quando prepararla

La «taiada» si prepara tutto l'anno, ma è particolarmente indicata in autunno e in inverno, quando il forno è acceso più frequentemente e quando si ha voglia di accompagnamenti croccanti ai formaggi d'alpeggio. È perfetta anche per cene e aperitivi informali, come supporto leggero a salumi e conserve.

Domande frequenti

  • Posso congelare la taiada? Sì, mantiene bene la croccantezza se conservata in freezer fino a quattro settimane in un sacchetto ermetico. Scongelala a temperatura ambiente per 10 minuti prima di servirla.
  • Che differenza c'è tra la taiada e un cracker? La taiada è un pane sottile lievitato, mentre il cracker è un impasto non lievitato e più compatto. La taiada ha una struttura più alveolata e leggera.
  • La pasta madre è indispensabile? No, puoi usare lievito secco di birra o bicarbonato. La pasta madre dona una nota di acidità più pronunciata e una maggiore conservabilità, ma il risultato rimane buono.
  • Perché la mia taiada non è croccante dopo la cottura? La causa più probabile è uno spessore eccessivo oppure una temperatura del forno insufficiente. Stendi più sottile, verifica che il forno sia a 200 gradi e controlla che la sfoglia sia completamente asciutta visivamente prima di toglierla.
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