
| 400 g | Carne macinata di manzo o mista manzo e maiale |
| 100 g | Soffritto: carota, sedano, cipolla tritati fini |
| 150 ml | Vino rosso secco |
| 400 g | Polpa di pomodoro o passata |
| 50 g | Pancetta o lardo tritato |
| 320 g | Pasta fresca all'uovo o tagliatelle secche di buona marca |
| 50 g | Parmigiano reggiano grattugiato |
| 30 g | Burro |
| 2 cucchiai | Olio di oliva |
| q.b. | Sale e pepe nero |
| 1 pizzico | Noce moscata |
| 350 kcal | Energia |
| 14 g | Proteine |
| 12 g | Grassi |
| 5 g | di cui saturi |
| 45 g | Carboidrati |
| 2 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
Il sapore è quello di una carne lunga a cuocere, umami profondo e salato, bilanciato dalle note dolci del soffritto e dalla grassezza del burro e del parmigiano. L'aroma è ricco di carni braise, con tracce di vino. Tradizionalmente si serve al piatto con una manciata di parmigiano grattugiato al momento e un nodo di burro fresco in cima, così che ogni forchettata porti con sé ragù denso e pasta morbida.
Non accorciare la cottura del ragù pensando che basti un'ora. Un ragù veloce rimane liquido e non sviluppa quella consistenza densa e cremosa che caratterizza le tagliatelle alla romagnola. I tempi lunghi permettono alle fibre della carne di disintegrarsi e assorbire il sapore del pomodoro e del vino. Inoltre, non versare il ragù freddo sulla pasta bollente: scalda il ragù poco prima di mantecare, altrimenti l'impasto si strappa.
Le tagliatelle alla romagnola sono un piatto fattibile tutto l'anno. È perfetta in autunno e inverno come ricetta calda e ricca, ma va benissimo anche in primavera e estate se servita a temperature ambiente tiepide o anche fredda d'estate come avanzo. Tradizionalmente è un piatto di festa o di domenica in famiglia, grazie ai tempi lunghi di cottura del ragù che richiedono una pianificazione della giornata.