Strudel di mele: quale varietà sceglie chi lo fa davvero bene

Ingredienti
| 200 g | farina 0 |
| 1 uovo intero | uovo |
| 60 ml | acqua tiepida |
| 30 ml | olio di semi |
| 5 g | sale fino |
| 700 g | mele Granny Smith |
| 60 g | zucchero di canna |
| 40 g | uvetta |
| 30 g | burro fuso |
| 20 g | pangrattato tostato |
| 2 g | cannella in polvere |
L'errore da non fare
Molti usano mele dolci o poco acide, poi in forno si squagliano e diventano composta. Le Granny Smith mantengono una struttura durante la cottura. Se non le trovi, vanno bene anche le Renette o le Fuji, ma cambia il comportamento. L'altro errore è tirare la pasta con il mattarello. La schiaccia invece di distenderla. Il foglio deve avere lo spessore di mezzo millimetro, quasi una garza, e solo le dita, lente, riescono a ottenerlo senza strappi.
Il commento di Severina
Da trentotto anni vedo clienti entrare il sabato mattina chiedendo uno strudel bello caldo. Nel laboratorio quando erano ancora le cinque del mattino, tiravamo la pasta io e il maestro uno accanto all'altro, le mani sporche di burro, la tensione di non farla strappare. Lui mi correggeva se andavo troppo di fretta: una pasta tirata male non si ripara. Imparai che il dolce giusto non è questione di ingredienti costosi. È attenzione. Le mele giuste, l'impasto giusto, il tempo giusto. Nel bancone, quando vedevo famiglie intere tornare per avere il nostro strudel, capivo che quello che avevamo fatto il mattino presto contava davvero.