
| 320 g | pasta sfoglia già pronta |
| 250 ml | latte intero |
| 3 | tuorli d'uovo |
| 60 g | zucchero semolato |
| 25 g | amido di mais |
| 1 | baccello di vaniglia (o 1 cucchiaino di estratto) |
| olio di semi | per friggere (circa 500 ml) |
| 200 g | zucchero a velo per la glassa |
| 3 cucchiai | acqua tiepida per la glassa |
| 320 | kcal Energia |
| 3,5 | g Proteine |
| 18 | g Grassi |
| 8,5 | g di cui saturi |
| 38 | g Carboidrati |
| 28 | g di cui zuccheri |
| 0,8 | g Fibre |
| 0,15 | g Sale |
Il sapore è dolce ma non pesante, bilanciato dalla vaniglia della crema pasticcera che emerge netta sotto la glassa. La consistenza è quella che contraddistingue questi dolcetti: fuori croccante e friabile, dentro morbido e cremoso. Si mangiano così come sono, a merenda o colazione, senza accompagnamenti, magari con un caffè o una tazza di latte. In Campania vengono tradizionalmente preparati durante la Pasqua e le feste di paese.
L'errore più comune è sigillare male i bordi della pasta sfoglia con la crema dentro. Se premi poco con la forchetta, durante la frittura la crema fuoriuscirà e l'olio si sporcherà. Premi sempre saldamente sui quattro lati, anche due volte se necessario. Un altro errore è friggere l'olio a una temperatura troppo bassa: gli sporcamusi rimangono grassi e mollicci invece di croccanti. Controlla che l'olio sia attorno ai 170 gradi.
Gli sporcamusi sono un dolcetto tradizionale campano legato alle festività di primavera, specialmente Pasqua e Pasquetta, ma non è raro trovarne anche in autunno durante le feste di paese e nelle occasioni di festa invernale. Si possono preparare quando hai voglia di un dolce fatto in casa che sorprenda, ma è bene farli nei giorni meno caldi, perché la glassa asciughi bene e la crema dentro rimanga stabile.