
| 500 g | Manzo (sottospalla o punta di petto) tagliato a fette spesse 1 cm |
| 300 g | Maiale (spalla) tagliato a fette spesse 1 cm |
| 200 g | Pollo (petto e cosce) tagliato a pezzi regolari |
| 150 g | Frattaglie miste (fegato di vitello, cuore di pollo), tagliate a pezzi |
| 100 g | Lardo di maiale naturale, a dadi |
| 4 rametti | Rosmarino fresco |
| 3 rametti | Salvia fresca |
| 2 cucchiai | Sale grosso |
| 1 cucchiaio | Pepe nero in grani |
| 280 kcal | Energia |
| 28 g | Proteine |
| 18 g | Grassi |
| 8 g | di cui saturi |
| 0 g | Carboidrati |
| 0 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 1,5 g | Sale |
Il sapore dello «spiedo bresciano» è deciso, con note di carne rossa affumicata dalla brace e grassi che aromatizzano ogni fetta. La consistenza è tenera se cotto a giusta temperatura, con il contrasto tra la carne esterna leggermente caramellata e l'interno ancora umido. Il rosmarino e la salvia aggiunti durante la cottura lo permeano di aroma erbaceo. Si serve tradizionalmente con polenta morbida e verdure grigliate, che catturano il grasso della cottura.
L'errore più frequente è accelerare la cottura aumentando troppo il calore della brace o avvicinando lo spiedo al fuoco. Questo causa una crosticina bruciata all'esterno mentre l'interno rimane crudo o poco cotto. Lo «spiedo bresciano» ha bisogno di tempo e di calore moderato e costante: meglio aggiungere quindici minuti di cottura che rimediare a un piatto rovinato. Un secondo errore è non ruotare lo spiedo con regolarità, che causa cottura diseguale e parti secche.
Lo «spiedo bresciano» è un piatto indicato per tutto l'anno, ma è particolarmente apprezzato in primavera e autunno, quando le temperature permettono di accendere una brace senza soffrire il caldo eccessivo. È il piatto ideale per cene festive in giardino o grigliate con amici, oppure per celebrazioni familiari nei mesi più temperati.