
| 400 g | spaghetti |
| 320 g | pomodori pelati in scatola |
| 150 g | olive nere denocciolate |
| 8 filetti | acciughe sotto sale o in olio |
| 2 cucchiai | capperi sotto sale |
| 3 cucchiai | olio extra vergine di oliva |
| 1 spicchio | aglio |
| 1 presa | sale fino |
| pepe nero | macinato fresco |
Il primo errore e usare acciughe troppo salate senza sciacquarle prima. Una sola acciugha poco trattata basta a rendere il piatto immangiabile, non c'e rimedio a tavola. Il secondo errore e lasciare cuocere la salsa troppo a lungo. Gli spaghetti alla puttanesca richiedono un sugo rapido e fresco, non uno che abbia perso il sapore dei singoli ingredienti in una riduzione di mezz'ora. Infine, non aggiungere il parmigiano grattugiato. Ci sono piatti che non lo vogliono, e questo e uno di quelli. L'acciugha e l'oliva gia dominano il piatto, il formaggio solo lo appesantisce.
Ho visto questa ricetta comparire nei menu della trattoria quando ero ancora piccola, prima che diventassi cuoca. Mia madre la faceva il giovedi, il giorno in cui tornava tardi dal mercato e aveva poco da preparare. Non la chiamava puttanesca, la chiamava semplicemente la pasta di oggi. Pochi soldi, pochi minuti, e una tavola dove tutti mangiavano tranquilli. Poi, tanti anni dopo, nelle mense scolastiche, la proponevo alle maestre come piatto veloce per i mercoledi. I bambini la mangiavano senza lamentarsi, anche quando non era piatto di festa. Questo mi ha insegnato che non c'e bisogno di ingredienti strani o tecniche complicate per fare un piatto che vale. Bastano cose vere, dosi giuste e il tempo giusto per non rovinare nulla. La puttanesca insegna questo: il carattere non viene dalla ricchezza, viene da come sai usare quello che hai.