
| 4 seppie intere | di media grandezza, da 250-300 g ciascuna |
| 150 g | pane casareccio raffermo |
| 2 | uova |
| 1 cipolla media | tritata finemente |
| 2 spicchi | aglio tritato |
| 30 g | prezzemolo fresco tritato |
| 400 g | pomodori pelati |
| 80 ml | olio di oliva extra vergine |
| 150 ml | vino bianco secco |
| q.b. | sale e pepe nero macinato |
| 98 kcal | Energia |
| 17 g | Proteine |
| 2,5 g | Grassi |
| 0,5 g | di cui saturi |
| 2 g | Carboidrati |
| 0 g | di cui zuccheri |
| 0,2 g | Fibre |
| 0,8 g | Sale |
Ha un sapore di mare deciso ma non prepotente, con la dolcezza discreta della seppia bilanciata dal ripieno che assorbe gli aromi. Il pane tostato dona una nota tostata e una consistenza leggermente compatta, mentre il prezzemolo regala freschezza all'insieme. Si serve calda, accompagnata naturalmente dal sugo di cottura e da pane tostato per asciugare il piatto. Tradizionalmente non richiede contorni sofisticati, ma un accompagnamento di verdure bollite o una semplice insalata di mare sono appropriate.
L'errore più comune è riempire la seppia troppo abbondantemente, fino all'orlo. Il ripieno durante la cottura si gonfia e fuoriesce dal sacco, disperso nella salsa e lasciando la seppia vuota. Inoltre, il ripieno rimane crudo nel centro se la seppia non è coperta durante l'umido: il calore umido è fondamentale perché il pane e le uova cuociano completamente.
La seppia ripiena è ideale nei mesi autunnali e invernali, quando fa freddo e il desiderio di piatti caldi e sostanziosi aumenta. La seppia raggiunge il migliore stato di maturazione nel periodo da settembre a marzo. È un piatto perfetto per pranzi della domenica o cene familiari, quando hai il tempo per una cottura lenta in umido senza fretta.