Ingredienti
| 500 g | Farina 0 |
| 200 ml | Latte tiepido |
| 7 g | Lievito di birra fresco |
| 50 g | Zucchero semolato |
| 60 g | Olio extravergine d'oliva |
| 5 g | Sale fino |
| 600 g | Uva nera fresca |
| 400 g | Uva bianca fresca |
| 80 g | Miele di castagna |
| 60 g | Noci sgusciate |
| 2 cucchiai | Zucchero semolato per la superficie |
Valori nutrizionali
| 280 kcal | Energia |
| 5 g | Proteine |
| 9 g | Grassi |
| 2 g | di cui saturi |
| 45 g | Carboidrati |
| 28 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 0,3 g | Sale |
Come si prepara
1
Prepara l'impasto
Sciogli il lievito di birra nel latte tiepido e lascialo riposare 5 minuti. In una ciotola grande setaccia la farina con il sale. Versa il latte con lievito, lo zucchero e l'olio extravergine. Impasta con le mani per circa 10 minuti fino a ottenere un composto liscio e elastico. Se appicca, aggiungi un cucchiaio di farina alla volta.
2
Prima lievitazione
Copri l'impasto con un panno umido e lascialo lievitare in un luogo tiepido al riparo da correnti per 2 ore fino a raddoppiare di volume.
3
Prepara il ripieno
Mentre l'impasto lievita, lava l'uva e asciugala bene. Trita grossolanamente le noci. Schiaccia leggermente metà dell'uva nera in una ciotola con un cucchiaio di legno, aggiungi il miele, le noci tritate e l'uva bianca ancora intera. Mescola delicatamente per non ridurre in poltiglia il frutto.
4
Forma la schiaccia
Stendi l'impasto lievitato su una teglia da forno di 35x25 centimetri rivestita di carta. Stendi con le dita inumidite fino a coprire bene il fondo, creando piccole pieghe con le dita.
5
Distribuisci il ripieno
Distribuisci il composto d'uva e miele sull'impasto, lasciando un margine di 2 centimetri dai bordi. Piega leggermente i bordi verso l'interno creando una cornice irregolare. Spargi l'uva nera rimasta negli spazi liberi.
6
Seconda lievitazione
Copri con un panno umido e lascia lievitare per 1 ora fino a quando la schiaccia risulta gonfia e soffice al tatto.
7
Cuoce e finitura
Preriscalda il forno a 190 gradi. Spolverizza la schiaccia con lo zucchero semolato. Cuoci per 30 minuti fino a quando la superficie risulta dorata e batte il dito appare leggera. Lascia raffreddare sulla teglia per almeno 15 minuti prima di servirla.
Gusto
La schiaccia alle uve sa di vendemmia: il dolce delicato dei chicchi d'uva si fonde con il calore del miele e la nota tostata delle noci tritate. Non è un dolce stucchevole, anzi lascia una sensazione morbida e fresca in bocca grazie all'acido naturale dell'uva. Si serve a temperatura ambiente o appena tiepida, ideale nel tardo pomeriggio con un caffè o un tè, oppure come merenda sostanziosa tra un pasto e l'altro. Accompagna bene anche un bicchiere di moscato o una tisana alle erbe.
Benessere
- L'uva fresca apporta zuccheri naturali e resveratrolo, un polifenolo con proprietà antiossidanti concentrato soprattutto nella buccia degli acini neri.
- Contiene potassio per il sistema nervoso, magnesio per la contrazione muscolare, e ferro in quantità modeste ma utili, specialmente se l'uva è scura.
- È un dolce saziante grazie alla fibra dell'uva e alla lievitazione della pasta, che crea una struttura che rimane nello stomaco più a lungo rispetto a dolci compatti.
- Le noci apportano acidi grassi polinsaturi Omega-3 e vitamina E, che proteggono le cellule dallo stress ossidativo.
- Abbinala a una tazza di tè verde o un yogurt magro per bilanciare gli zuccheri naturali e aggiungere proteine al pasto.
- Falso mito da sfatare: non è vero che gli zuccheri dell'uva siano più dannosi degli zuccheri raffinati perché arrivano insieme alle fibre e all'acqua del frutto, che rallentano l'assorbimento e forniscono sazietà. Certo, non conviene mangiarne enormi quantità se si ha diabete, ma una porzione moderata di schiaccia alle uve è compatibile con un'alimentazione consapevole, a differenza di merendine industriali con lo stesso apporto calorico.
L'errore da non fare
Non mescolare l'uva troppo energicamente nella fase di preparazione del ripieno, altrimenti gli acini si riducono in polpa e rilasciano troppo succo che bagna l'impasto rendendolo molle durante la cottura. Schiaccia solo metà dell'uva nera per dare corpo al ripieno, lascia il resto intera. Anche sfornare quando è ancora caldissima e affettarla subito è un errore: la schiaccia alle uve ha bisogno di almeno 15 minuti di riposo per strutturarsi e non disintegrarsi in fette.
I nostri consigli
- Conservala a temperatura ambiente coperta da un panno per 2 giorni, oppure in frigorifero per 4 giorni in un contenitore ermetico. Non congela bene perché la texture della pasta cambia dopo lo scongelamento.
- Se durante il periodo di vendemmia non trovi uva fresca, puoi usare uva sultanina ammollata in acqua tiepida per 20 minuti e poi strizzata, anche se il risultato sarà meno succoso e fragante.
- Una variante gustosa è aggiungere al ripieno 30 grammi di pinoli tostati al posto di metà noci, per un effetto più delicato e dolce.
- Accompagna una fetta con un caffè d'orzo caldo nel tardo pomeriggio, o con un tè nero per controbilanciare la dolcezza del miele.
Quando prepararla
La schiaccia alle uve è il dolce di settembre e ottobre, quando l'uva arriva fresca dal vigneto sui mercati locali. In questi mesi l'umidità naturale del frutto rende il ripieno perfetto e succoso. È ideale da preparare durante i fine settimana lunghi perché la lievitazione richiede tempo, ma la maggior parte del lavoro si riduce all'attesa. Non ha senso farla nei mesi invernali quando l'uva disponibile è già da mesi in magazzino e ha perso fragranza e succhi naturali.
Domande frequenti
- Posso usare il lievito istantaneo secco al posto di quello fresco? Sì, riduci la quantità a 5 grammi e mescola direttamente con la farina. I tempi di lievitazione rimangono uguali.
- Che differenza c'è tra schiaccia e focaccia alle uve? Tecnicamente sono la stessa cosa: schiaccia è il termine più usato al centro-sud, focaccia dolce al nord. La ricetta è identica, cambia solo il nome regionale.
- L'uva deve essere lavata e asciugata bene? Assolutamente. Se arriva troppo bagnata sull'impasto, rilascia acqua in cottura e la schiaccia diventa molle e appiccicaticcio nel fondo.
- Posso preparare l'impasto la sera prima e farlo lievitare in frigorifero? Sì, dopo la prima lievitazione trasferisci in frigorifero per 12 ore e il giorno dopo continua dalla fase di formazione. La lievitazione fredda amplifica i profumi della pasta.