
| 320 g | Riso Carnaroli |
| 800 g | Arselle (vongole veraci) fresche in guscio |
| 1 litro | Brodo di pesce tiepido |
| 150 ml | Vino bianco secco |
| 1 spicchio | Aglio |
| 30 g | Burro |
| 40 g | Formaggio grana grattugiato |
| Quanto basta | Prezzemolo fresco |
| 2 cucchiai | Olio di oliva |
| Sale e pepe | q.b. |
| 118 kcal | Energia |
| 7 g | Proteine |
| 3,5 g | Grassi |
| 1,2 g | di cui saturi |
| 15 g | Carboidrati |
| 0,2 g | di cui zuccheri |
| 0,8 g | Fibre |
| 0,6 g | Sale |
Il sapore è netto e marino, dominato dalle arselle che rilasciano la loro dolcezza naturale mentre il riso la cattura. Il vino bianco secco aggiunto all'inizio evapora durante la cottura, lasciando una nota acida che bilancia l'umami del brodo. La mantecatura con burro e formaggio grana grattugiato (facoltativo) dona morbidezza senza coprire il sapore del mollusco. Si serve piatto nel piatto fondo, da consumare subito, caldo ma non bollente.
L'errore più comune è aggiungere il brodo troppo caldo o tutto insieme, come se fosse una pastasciutta. Il riso cuoce in fretta e il liquido evapora senza che il chicco assorba bene la cremosità: vi ritroverete con risotto scotto o asciutto. Un secondo errore è cuocere le arselle per troppo tempo all'inizio: se rimangono sulla padella oltre l'apertura del guscio, diventano dure e gommate. Infine, non mescolate poco: il risotto ha bisogno di movimento costante per liberare l'amido e diventare cremoso.
Il risotto alle arselle si prepara tutto l'anno perché le arselle si trovano comunemente al banco dei molluschi, con disponibilità migliore in primavera e autunno quando il mare è meno mosso e la raccolta più abbondante. È un piatto perfetto per una cena in famiglia o con ospiti perché richiede concentrazione in cucina ma impiega poco tempo totale. Le serate fredde invernali lo rendono confortante, le estati leggero se servito in porzioni moderate.