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Risotto alla tinca

Vincenza Bertolino· 11 agosto 2023· 6 min di lettura ·Verona
Risotto cremoso bianco e avorio con filetti di tinca disossati in superficie, guarnito con prezzemolo fresco tritato e un filo di olio, servito in piatto fondo bianco
Preparazione
20 min
Cottura
18 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

320 gRiso Carnaroli
400 gFiletto di tinca fresca o surgelata
1 lBrodo vegetale tiepido
100 mlVino bianco secco
1 cipolla mediaCipolla
30 gOlio di oliva extra vergine
20 gBurro
Sale e pepe q.b.Sale e pepe
5 gPrezzemolo fresco tritato

Valori nutrizionali

145 kcalEnergia
16 gProteine
5 gGrassi
1,2 gdi cui saturi
20 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
0,8 gFibre
0,6 gSale
Come si prepara
1
Preparare il brodo e il pesce
Portare il brodo vegetale a temperature tiepida in un pentolino. Se la tinca è surgelata, scongelarla in frigorifero la notte precedente. Controllare che sia priva di spine utilizzando una pinza da pesce oppure le dita. Tagliare il filetto in pezzi irregolari da 2-3 cm, o lasciarli interi se preferisci. Tenere da parte.
2
Rosolare la cipolla
Tritare finemente la cipolla. Versare 15 g di olio di oliva in un tegame o risottiera a fuoco medio. Aggiungere la cipolla tritata e cuocere per 2-3 minuti, mescolando, fino a quando diventa trasparente. Non far colorire: deve restare chiara.
3
Tostare il riso
Aggiungere il riso crudo al soffritto di cipolla e mescolare continuamente per 1 minuto. Vedrai il riso diventare leggermente traslucido ai bordi. Questo passaggio sigilla il chicco e lo prepara ad assorbire il liquido in modo uniforme.
4
Sfumare il vino
Versare il vino bianco sul riso tostato. Mescolare continuamente fino a quando il vino non sia completamente assorbito, circa 1-2 minuti. L'alcol evaporerà e resterà il sapore delicato.
5
Aggiungere il brodo
Iniziare a versare il brodo tiepido un mestolo alla volta, circa 250 ml. Mescolare frequentemente. Quando il brodo è quasi assorbito, aggiungere un altro mestolo. Continuare per circa 15 minuti complessivi, fino a quando il riso è quasi cotto ma ancora leggermente al dente.
6
Inserire la tinca
Quando il riso è a metà cottura circa (dopo 8-9 minuti), aggiungere i pezzi di tinca. Mescolare delicatamente per distribuirla. Continuare ad aggiungere brodo mestolo dopo mestolo, mescolando spesso, per gli ultimi 8-9 minuti. La tinca cuocerà nel brodo assorbito dal riso e rimarrà tenera.
7
Mantecatura finale e riposo
Quando il riso è cotto al dente (chicco morbido al centro ma non poltiglia), spegnere il fuoco. Aggiungere il burro restante (20 g) e l'olio di oliva rimanente (15 g). Mescolare vigorosamente per 30 secondi per amalgamare il grasso al riso. Il piatto deve risultare cremoso ma non appiccaticcio. Assaggiare, salare e pepare se necessario. Lasciare riposare 1 minuto coperto.

Gusto

Il sapore è delicato e pulito, con note umami gentili date dal pesce di fiume. La tinca, cotta nel brodo assorbito dal riso, cede una dolcezza naturale senza dominare il piatto. L'aroma rimanda al brodo vegetale, alle erbe se aggiunte durante la cottura e al grasso vegetale usato a fine cottura. Si serve caldo, al momento, in piatto precedentemente scaldato. L'abbinamento tradizionale è con un vino bianco secco poco strutturato, o con acqua liscia a temperatura ambiente.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è aggiungere tutta la tinca all'inizio della cottura. In questo modo il pesce si disfa, rilascia tutte le sue proteine nel brodo e diventa fibroso e stopposo al palato. La tinca va inserita a metà cottura del riso, così rimane integra e tenera. Un secondo errore frequente è non mescolare abbastanza il riso durante la cottura: il chicco non assorbe il brodo uniformemente e una parte diventa cruda mentre l'altra si scuoce. Mescola almeno ogni 30 secondi.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il risotto alla tinca è perfetto in autunno e inverno, quando la tinca è disponibile fresca nei mercati del pesce e il clima consiglia piatti caldi e nutrienti. È adatto a pranzi di famiglia o cene senza affettazioni, perché non è un piatto da occasioni formali ma piuttosto da cucina consapevole e genuina. Evita la stagione estiva, quando la preferenza naturale è per pietanze fredde e leggere.

Domande frequenti

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