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Risotto ai tartufi

Vincenza Bertolino· 28 febbraio 2017· 5 min di lettura ·Brescia
Risotto ai tartufi servito in piatto bianco fondo, riso color avorio leggermente brillante, fettine sottili di tartufo nero disperse sulla superficie e melone di burro al centro, bordo del piatto puli
Preparazione
10 min
Cottura
18 min
Difficoltà
media
Porzioni
4 persone
Costo
alto
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

320 gRiso Carnaroli
1 litroBrodo vegetale caldo
1 cipolla mediaTagliata sottile
100 mlVino bianco secco
80 gBurro
60 gParmigiano reggiano grattugiato
8 gTartufo nero o bianco fresco
1 cucchiaioOlio extravergine
SaleQuanto basta

Valori nutrizionali

320 kcalEnergia
12 gProteine
8 gGrassi
4,5 gdi cui saturi
45 gCarboidrati
0,5 gdi cui zuccheri
2 gFibre
1,2 gSale
Come si prepara
1
Rosolare la cipolla
Riscalda il brodo in un pentolino e mantienilo a fuoco dolce. In un'altra pentola larga a fondo spesso, scalda l'olio a fuoco medio, aggiungi la cipolla tagliata sottile e falla imbiondire per 2 minuti senza farla colorire troppo.
2
Tostare il riso
Versa il riso nella pentola con la cipolla e mescola continuamente per 1 minuto. Il riso deve diventare traslucido ai bordi e assorbire il grasso. Non lasciarlo bruciacchiare.
3
Sfumare e iniziare la cottura
Versa il vino bianco e mescola fino a quando non è stato completamente assorbito. Inizia ad aggiungere il brodo, un mestolo alla volta (circa 250 ml), sempre mescolando. Aspetta che il brodo venga assorbito prima di aggiungerne altro. Continua per circa 16 minuti totali.
4
Controllare la cottura
A 16 minuti dal primo mestolo di brodo, il riso deve essere ancora leggermente al dente: quando lo mordi, deve avere un piccolo nucleo interno duro. Aggiungi un ultimo mestolo di brodo se serve per mantenere la cremosità, ma il riso non deve galleggiare nel liquido.
5
Mantecatura
Spegni il fuoco. Aggiungi il burro a pezzi e il parmigiano grattugiato e mescola vigorosamente fuori dal fuoco per 30-40 secondi. La mantecatura crea una cremosità densa senza che il riso diventi appiccicaticcio. Il risotto deve scorrere leggermente nel piatto, non stare in cumuli fissi.
6
Impiattare e tartufare
Dividi il risotto nei piatti caldi con una forchetta bagnata o un mestolo inclinato. Con una tritatartufi o una grattugia sottile, distribuisci il tartufo fresco direttamente sulla superficie di ogni porzione. Serve immediatamente.

Gusto

Il tartufo domina nettamente: il suo profumo è terroso, intenso e inconfondibile, con note di noce moscata e sottofondo umido di terra bagnata. Il riso, se cotto a punto, mantiene una leggerezza cremosa senza essere colloso, e il brodo non deve prevalere ma amalgamarsi completamente. Il burro e il parmigiano sono sottofondo, non gusto principale. Si serve subito, nel piatto caldo, perché il tartufo sprigiona aroma soprattutto al contatto con il calore. Tradizionalmente si accompagna con un vino bianco secco, leggero e minerale.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è aggiungere il brodo tutto insieme all'inizio invece di farlo assorbire gradualmente: il riso cuoce male, diventa molle oppure scotto. Inoltre, molti tostano il riso troppo poco o troppo: se lo tostano appena, assorbono il brodo velocemente e diventano appiccicaticci; se lo tostano troppo, rimane duro e il risotto non mantiene la cremosità. La mantecatura fatta sul fuoco caldo provoca invece una separazione di burro e riso, rovinando il piatto. Infine, aggiungere il tartufo troppo presto (durante la cottura) dissipa il profumo nel vapore: deve sempre andare al momento di servire.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il risotto ai tartufi è un piatto autunnale e invernale, quando il tartufo è in stagione. Il tartufo nero è disponibile da settembre a dicembre, il tartufo bianco da ottobre a fine novembre. È ideale per cene eleganti, ricorrenze importanti o per un primo particolarmente ricercato nei mesi freddi, quando gli ospiti apprezzano un piatto sostanzioso e profumato. Non è adatto all'estate, sia per la stagionalità del tartufo sia per la pesantezza di un piatto così cremoso quando fa caldo.

Domande frequenti

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