
| 300 g | cavolo nero a foglie larghe |
| 150 g | fagioli cannellini secchi o 400 g conserva |
| 2 | carote medie |
| 2 | coste di sedano bianco |
| 1 | cipolla gialla media |
| 150 g | pane toscano raffermo o pane di due giorni |
| 1 l | brodo vegetale o acqua |
| 50 ml | olio di oliva |
| q.b. | sale fino |
L'errore più comune è cuocere tutto insieme il giorno stesso e servirla subito. La ribollita ha bisogno di una notte di riposo per far si che il pane si amalgami veramente con le verdure e il brodo, creando quella consistenza cremosa che la caratterizza. Chi la mangia solo dopo la prima cottura non assaggia il piatto vero. Un altro sbaglio è usare pane fresco: assorbirebbe troppo liquido e la zuppa diventerebbe appiccicaticccia. Serve il pane duro del giorno prima, che si inumidisce senza dissolversi.
La ribollita è un piatto di autunno e inverno, quando il cavolo nero cresce e le giornate fredde richiedono zuppe che scaldano. È ideale da preparare nel weekend e mangiare nei giorni seguenti. Quando le temperature scendono e le verdure dell'orto si concentrano, questa zuppa diventa compagna naturale della cucina domestica.