Radicchio di Castelfranco: dolce cremosità che nutre senza appesantire

Ingredienti
| 800 g | Radicchio di Castelfranco variegato |
| 4 spicchi | Aglio |
| 6 cucchiai | Olio d'oliva extravergine |
| 1 pizzico | Peperoncino fresco o secco |
| sale marino grosso | Sale |
| pepe nero macinato | Pepe |
Valori nutrizionali
| 23 kcal | Energia |
| 1,5 g | Proteine |
| 0,3 g | Grassi |
| 0,05 g | di cui saturi |
| 3,5 g | Carboidrati |
| 0,6 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 0,05 g | Sale |
Gusto
Il sapore è amarognolo ma gentile, molto più delicato del radicchio rosso di Treviso. La nota amara si accompagna a una leggerezza quasi dolciastra nel cuore più bianco della pianta. Aglio e olio non coprono il gusto naturale della verdura, ma lo amplificano. Si serve come contorno caldo subito dopo la cottura, accompagna perfettamente un secondo di carne grigia o pesce, oppure diventa un primo piatto vegetariano se condito con pasta o riso.
Benessere
- Le foglie di radicchio contengono circa 2 grammi di fibre per 100 grammi di prodotto, che favoriscono la funzione intestinale e la regolarità.
- È ricco di potassio e magnesio, due minerali che supportano la funzione cardiaca e muscolare, con circa 220 mg di potassio per 100 grammi.
- Ha indice di sazieta moderato con pochissime calorie (sole 23 kcal per 100 g), il che lo rende ideale per contorni abbondanti senza appesantire.
- Contiene inulina, una fibra solubile che nutre la flora batterica intestinale e favorisce l'assorbimento di calcio.
- Per un pasto equilibrato, accompagnalo con un cereale integrale e una fonte proteica magra: riso e branzino, orzo e pollo, o legumi per un piatto vegetariano completo.
- Falso mito da sfatare: Si pensa che il radicchio causi disturbi digestivi a causa dell'amarezza. In realtà l'amarezza non è segno di tossicità, ma di composti naturali come i polifenoli che anzi proteggono lo stomaco. È tollerato bene dalla maggior parte delle persone; chi ha gastrite acuta dovrebbe consumarlo cotto e in quantità moderate, ma non è controindicato per i sani.
L'errore da non fare
L'errore più comune è cuocere troppo il radicchio pensando di ammorbidirlo e renderlo più digeribile. In realtà oltre i sei minuti di cottura, le foglie rilasciano l'umidità in eccesso, perdono la croccantezza che ne è il fascino principale e l'amarezza si concentra e diventa sgradevole. Il radicchio di Castelfranco in particolare è delicato: non ha bisogno di cotture lunghe come il suo cugino rosso di Treviso. Controllalo già al quarto minuto.
I nostri consigli
- Conserva il radicchio grezzo nel cassetto delle verdure del frigorifero in un sacchetto di carta assorbente per tre o quattro giorni. Non lavarlo finché non lo cucini, perché l'umidità accelera il deterioramento delle foglie delicate.
- Se non ami il peperoncino, sostituiscilo con un'altra aromatica: un rametto di timo secco, uno spicchio di aglio intero non affettato (che potrai togliere dopo la cottura), oppure niente se preferisci il gusto della verdura quasi puro.
- Il radicchio di Castelfranco cotto si abbina perfettamente a risotti: versalo a fine cottura del risotto al brodo, mescolando dolcemente affinché il riso assorba l'olio e i sapori.
- Una variante cruda: affetta finissimo il radicchio, condiscilo con questo stesso olio d'aglio ancora caldo, lascia intiepidire e servi come contorno freddo insieme a una tartare di pesce.
Quando prepararla
Il radicchio di Castelfranco variegato è al suo massimo fra ottobre e febbraio, quando le gelate notturne stabilizzano il gusto rendendolo meno amarognolo e le foglie più croccanti. Preparalo nei mesi invernali come contorno di una cena tra amici o di un pranzo domenicale, quando ha senso accendere il fuoco della cucina. Durante l'estate è ancora reperibile ma meno marcato nel carattere; se lo trovi a giugno o luglio, cucinalo ugualmente ma sapendo che il sapore sarà più tenue.
Domande frequenti
- Il radicchio di Castelfranco è diverso dal radicchio rosso di Treviso? Sì. Il Castelfranco è più chiaro, più delicato di sapore e molto più croccante. Il Treviso è rosso scuro, ha foglie lunghe e un'amarezza più marcata. Non sono intercambiabili: il Castelfranco vuole cotture brevi, il Treviso resiste meglio a cotture lunghe.
- Posso cuocerlo al forno invece che in padella? Sì, se lo tagli a spicchi, lo cospergi di olio e aglio, e lo inforna a 200 gradi per dodici minuti. Diventerà più morbido rispetto alla padella, quindi se ami la croccantezza è meglio il metodo in padella.
- Se diventa molle durante la cottura, posso recuperarlo? No. Una volta molliccio non torna croccante. Impara a spegnere il fuoco un minuto prima di quanto credi sia necessario: la verdura continua a cuocere per attrito anche dopo lo spegnimento.
- Devo togliere il torsolo esterno marrone? Sì, quella parte è il fusto più duro e amaro. Elimina le foglie esterne più grosse fino a quando non trovi le foglie tenere e variegate nel colore. Il torsolo interno intatto aiuta il radicchio a mantenersi unito durante la cottura.


