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Puccia reggina co' l'ova

Vincenza Bertolino· 29 gennaio 2024· 5 min di lettura ·Reggio Calabria
Puccia reggina tagliata a metà su piatto bianco, visibile l'impasto giallo dorato con uvetta e frutta secca, superficie lucida da uova, circondata da pezzi di frutta secca sparsi
Preparazione
30 min
Cottura
40 min
Difficoltà
media
Porzioni
10 persone
Costo
medio
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

500 gfarina di tipo 0
250 mllatte intero tiepido
5uova medie
120 gburro morbido
100 guvetta sultanina
80 gmandorle sgusciate, sminuzzate
50 gscorza di arancia candita, tritata fine
25 glievito di birra fresco
80 gzucchero semolato
1 cucchiaiosemi di anice stellato, leggermente schiacciati
2 gcannella in polvere
7 gsale fino
1tuorlo d'uovo per spennellare

Valori nutrizionali

320kcal
9Proteine (g)
12Grassi (g)
5di cui saturi (g)
43Carboidrati (g)
15di cui zuccheri (g)
3Fibre (g)
0,4Sale (g)
Come si prepara
1
Attivare il lievito
Sbriciolate il lievito fresco in 100 ml del latte tiepido, mescolate fino a scioglierlo completamente. Lasciate riposare per 5 minuti finché non si formi una specie di crema omogenea.
2
Mescolare farina e liquidi
In una ciotola grande versate la farina e fate un pozzo al centro. Aggiungete il lievito sciolto, le uova intere, il sale e i 150 ml di latte rimanenti. Cominciate a impastare con le mani, integrando poco a poco la farina. Dopo 5 minuti incorporate il burro morbido a pezzetti, continuate a lavorare finché non diventa liscio ed elastico, circa altri 10 minuti.
3
Aggiungere zucchero e spezie
Quando l'impasto è coeso, unite lo zucchero, la cannella in polvere e i semi di anice. Continuate a impastare per 3 minuti affinché siano ben distribuiti.
4
Incorporare la frutta secca
Aggiungete l'uvetta, le mandorle sminuzzate e la scorza di arancia candita all'impasto. Piegate delicatamente per distribuirle in modo uniforme, senza schiacciare troppo, circa 2 minuti.
5
Primo riposo
Trasferite l'impasto in una ciotola leggermente unta, coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitare in luogo tiepido e protetto da correnti d'aria per 2 ore. Deve raddoppiare di volume.
6
Formare il pane e secondo riposo
Riprendete l'impasto lievitato, plasmarlo in un'unica palla non troppo tesa, posizionando le pieghe verso il basso. Sistemate su una teglia rivestita di carta forno. Coprite di nuovo e lasciate lievitare per 90 minuti finché non avrà aumentato notevolmente di volume senza però spararsi.
7
Spennellare e cuocere
Preriscaldate il forno a 200 °C. Spennellate delicatamente il pane con il tuorlo d'uovo sbattuto per dargli quella lucentezza caratteristica. Infornate per 40 minuti finché la superficie è dorata e un tozzo di legno inserito al centro non esce più bagnato. Sfornate e lasciate raffreddare su una griglia.

Gusto

Il sapore è dolce ma non stucchevole, con una piacevole sottotrama speziata che ricorda la cannella e l'anice stellato. La frutta secca aggiunge una lievissima croccantezza e l'uvetta rilascia piccoli picchi di dolcezza naturale. La morbidezza dell'impasto fatto con molte uova e burro la rende quasi setosa al palato. Tradizionalmente si abbina a un caffè forte o a un tè caldo, in particolare a colazione o come merenda pomeridiana nel periodo festivo.

Benessere

  • Le uova forniscono proteine nobili e colina, fondamentale per il cervello. In questa ricetta sono l'elemento strutturante dell'impasto.
  • Mandorle e frutta secca apportano grassi insaturi, magnesio e vitamina E, elementi che supportano la funzione cardiovascolare.
  • La «puccia» è un pane sostanzioso, a buon indice di sazietà grazie alle proteine e ai grassi. Una fetta assorbe bene le energie per diverse ore.
  • L'uvetta rilascia potassio e ferro, minerali che aiutano l'ossigenazione. Contiene anche zuccheri naturali che la rendono energetica.
  • Abbinala a uno yogurt naturale o a una tisana per bilanciare l'apporto zuccherino e aggiungere probiotici.
  • Falso mito da sfatare: si crede che i pani dolci lievitati siano indigeribili. Non è vero se l'impasto ha riposi lunghi e corretti. La lunga fermentazione predigerisce la maglia glutinica, rendendola più facile da assimilare. Chi ha gonfiore può comunque beneficiarne mangiandone una porzione moderata al mattino.

L'errore da non fare

L'errore più comune è abbreviare il primo riposo: una «puccia reggina» ha bisogno di lievitazione lenta per sviluppare morbidezza e sapore. Se affrettatela con temperature troppo alte, l'impasto monta rapidamente ma rimane gommoso e poco digeribile. Inoltre, non mischiate la frutta secca quando l'impasto è ancora molto caldo: le pezzi di uvetta si rompono e il burro si scioglie male, rovinando la consistenza finale.

I nostri consigli

  • Conservatela in un contenitore ermetico a temperatura ambiente fino a 3 giorni. In frigorifero dura una settimana, in freezer fino a 2 mesi. Scongelatela a temperatura ambiente per 4-5 ore.
  • Se non trovate i semi di anice stellato, potete usare mezzo cucchiaino di anice in polvere o una bacca di vaniglia grattugiata. Il risultato rimane autentico.
  • Alcune varianti calabresi usano al posto dell'arancia candita delle scorzette di cedro o un mix tra i due. Entrambe vanno bene e mantengono il profilo aromatico tradizionale.
  • Se il burro che avete è freddo, lasciatelo fuori dal frigo 30 minuti prima di usarlo: si impasta più facilmente senza rompere l'impasto in fase di incorporazione.

Quando prepararla

La «puccia reggina co' l'ova» è un dolce tipico della stagione invernale e autunnale, diffuso soprattutto nel periodo che precede il Natale. Si prepara bene quando il tempo è fresco e umido, perché il lievitamento procede in modo stabile. È ideale per le colazioni festive o da regalare durante le festività: il tempo di preparazione e lievitazione la rende un progetto di giornata, perfetto per il weekend.

Domande frequenti

  • Posso usare il lievito di birra secco invece del fresco? Sì, usa 7 grammi di lievito secco sciolto nello stesso modo. La capacità lievitante rimane identica.
  • Cosa fare se l'impasto è ancora molto appiccicaticcio dopo 15 minuti? Non aggiungere farina. Continuate a impastare: con il calore delle mani diverrà più coeso. Se proprio è ingestibile, aggiungete 1 cucchiaio di farina alla volta.
  • Quali mandorle devo usare, sgusciate o già tritate? Comprate sgusciate e tritatele voi al momento: le mandorle pre-tritate irrancidiscono più velocemente e perdono aroma.
  • Se noto che l'impasto non lievita abbastanza, cosa faccio? Prolungate il riposo di altri 30-45 minuti. Temperature troppo fredde rallentano tutto: cercate uno spazio più tiepido in casa, come vicino a una finestra soleggiata.
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