
| 500 g | farina di tipo 0 |
| 250 ml | latte intero tiepido |
| 5 | uova medie |
| 120 g | burro morbido |
| 100 g | uvetta sultanina |
| 80 g | mandorle sgusciate, sminuzzate |
| 50 g | scorza di arancia candita, tritata fine |
| 25 g | lievito di birra fresco |
| 80 g | zucchero semolato |
| 1 cucchiaio | semi di anice stellato, leggermente schiacciati |
| 2 g | cannella in polvere |
| 7 g | sale fino |
| 1 | tuorlo d'uovo per spennellare |
| 320 | kcal |
| 9 | Proteine (g) |
| 12 | Grassi (g) |
| 5 | di cui saturi (g) |
| 43 | Carboidrati (g) |
| 15 | di cui zuccheri (g) |
| 3 | Fibre (g) |
| 0,4 | Sale (g) |
Il sapore è dolce ma non stucchevole, con una piacevole sottotrama speziata che ricorda la cannella e l'anice stellato. La frutta secca aggiunge una lievissima croccantezza e l'uvetta rilascia piccoli picchi di dolcezza naturale. La morbidezza dell'impasto fatto con molte uova e burro la rende quasi setosa al palato. Tradizionalmente si abbina a un caffè forte o a un tè caldo, in particolare a colazione o come merenda pomeridiana nel periodo festivo.
L'errore più comune è abbreviare il primo riposo: una «puccia reggina» ha bisogno di lievitazione lenta per sviluppare morbidezza e sapore. Se affrettatela con temperature troppo alte, l'impasto monta rapidamente ma rimane gommoso e poco digeribile. Inoltre, non mischiate la frutta secca quando l'impasto è ancora molto caldo: le pezzi di uvetta si rompono e il burro si scioglie male, rovinando la consistenza finale.
La «puccia reggina co' l'ova» è un dolce tipico della stagione invernale e autunnale, diffuso soprattutto nel periodo che precede il Natale. Si prepara bene quando il tempo è fresco e umido, perché il lievitamento procede in modo stabile. È ideale per le colazioni festive o da regalare durante le festività: il tempo di preparazione e lievitazione la rende un progetto di giornata, perfetto per il weekend.