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Primitivo Dolce

Vincenza Bertolino· 6 ottobre 2017· 5 min di lettura ·Taranto
Bicchiere di Primitivo Dolce ambrato con sfumature dorate, affiancato da fichi secchi, mandorle e una fetta di formaggio stagionato su tavolo di legno chiaro
Preparazione
5 min
Cottura
0 min
Difficolta'
facile
Porzioni
4 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

750 mlPrimitivo Dolce di Puglia
200 gMandorle intere non salate
150 gFichi secchi
100 gUva passa sultanina
300 gFormaggio pecorino stagionato, a pezzetti
4 fruttiPere mature
1 steccaCannella
4 pezziChiodi di garofano

Valori nutrizionali

135 kcalEnergia
0,2 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
8 gCarboidrati
7 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0,01 gSale
Come si prepara
1
Tostare la frutta secca
Metti le mandorle intere in una padella antiaderente a fuoco medio per 4 minuti, mescolando spesso fino a che diventano profumate. Trasferiscile in un piatto. Fai lo stesso con l'uva passa per 2 minuti, facendo attenzione a non bruciarla.
2
Preparare la frutta fresca
Lava le pere e tagliale in spicchi da 1 cm di spessore, togliendo i semi. Metti da parte in un piatto. Taglia i fichi secchi a pezzetti da 2-3 cm.
3
Preparare il calice
Versa il Primitivo Dolce in una bottiglia pulita e metti in frigorifero almeno 2 ore. Se lo gradisci leggermente speziato, inserisci nel vino 1 stecca di cannella e 4 chiodi di garofano 12 ore prima di servire, poi filtra.
4
Assemblare il piatto
Disponi su un vassoio di legno o piatto ampio i pezzetti di pecorino, le mandorle tostate, i fichi tagliati, l'uva passa, gli spicchi di pera e il formaggio. Versa il Primitivo Dolce ben freddo nei calici da 50 ml.
5
Servire
Accompagna ogni sorso di vino con un assaggio di formaggio o mandorla tostata. Continua così per 20-30 minuti, degustando lentamente. Il contrasto tra la dolcezza del vino e la sapidità del pecorino è il punto principale.

Gusto

Il Primitivo Dolce racconta una dolcezza intensa ma non invadente, con note di frutta cotta, uva passa, fichi e albicocche disidratate. Il retrogusto rivela sentori di mandorla, caramello leggero e una lieve speziatura che ricorda la cannella. Si beve lentamente dopo i pasti, in sorsi brevi, per apprezzare la complessità. L'abbinamento tradizionale è con formaggi a pasta dura come il pecorino invecchiato, con biscotti secchi tostati, o servito da solo come digestivo finale.

Benessere

L'errore da non fare

Non versare il Primitivo Dolce direttamente dalla bottiglia a temperatura ambiente. Servirlo tiepido appiattisce i sapori e fa percepire troppo l'alcol, rovinando l'esperienza. Raffreddalo sempre a 8-10 gradi per almeno 2 ore in frigorifero. Un altro errore comune è bere bicchieri grandi: il Primitivo Dolce va gustato in calici da 50 ml, non da 150 ml come il vino da pasto.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il Primitivo Dolce è ideale in autunno e inverno come conclusione di cena, quando le temperature fredde ne esaltano i profumi e l'abbinamento con frutta secca risulta naturale. Servilo anche durante festività invernali o riunioni familiari dopo il pasto principale, in piccole porzioni conviviali. In estate può essere offerto in versione molto fredda come sorpresa finale, ma il suo calore aromatico si apprezza meglio nei mesi più freschi.

Domande frequenti

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