
| 1 pezzo da 4 kg | maiale intero o spezzato in pezzi grandi (spalla, coscia, pancia) |
| 3 carote | medie, tagliate grossolanamente |
| 3 gambi | di sedano, tagliati in pezzi |
| 2 cipolle medie | tagliate a metà |
| 150 ml | di vino bianco secco |
| 500 ml | di brodo di carne o acqua tiepida |
| 4 rametti | di rosmarino fresco |
| 3 foglie | di salvia fresca |
| 4 cucchiai | di olio d'oliva |
| sale | quanto basta |
| pepe nero macinato | quanto basta |
L'errore più comune è alzare troppo la temperatura pensando di risparmiare tempo. A 200°C o più, la parte esterna della carne si indurisce mentre l'interno resta ancora crudo, e il risultato è duro e secco. La porchetta dell'Emilia vive di cottura lenta: 160°C per molte ore è il compromesso giusto tra doratura esterna e tenerezza interna. Se la teglia è troppo piccola e il maiale non tocca il fondo, la cottura sarà disuniforme: scegli un contenitore adatto alla taglia della carne.
La porchetta dell'Emilia ha senso da settembre fino a marzo, quando il maiale è magro dopo la stagione fredda e la cucina del forno riscalda la casa. In autunno e inverno le verdure per il soffritto (carota, sedano, cipolla) sono al loro massimo di dolcezza. Se la cucini in estate, usa il mattino presto per evitare di accendere il forno durante le ore più calde.