
| 500 g | Farina tipo 0 |
| 7 g | Lievito di birra fresco |
| 280 ml | Acqua tiepida |
| 8 g | Sale fino |
| 800 g | Cicoria fresca |
| 80 ml | Olio extravergine di oliva |
| 4 spicchi | Aglio |
| 1 cucchiaino | Sale per il ripieno |
| 140 kcal | Energia |
| 4,2 g | Proteine |
| 3,5 g | Grassi |
| 0,8 g | di cui saturi |
| 22 g | Carboidrati |
| 1,2 g | di cui zuccheri |
| 2,8 g | Fibre |
| 0,9 g | Sale |
La «pitta ri cicoria» ha un sapore amaro della cicoria come nota dominante, subito smorzato dal calore dell'aglio tostato nell'olio e dal sale che bilancia il retrogusto erbaceo. L'impasto è neutro, leggermente salato, e lascia spazio completamente al ripieno. Si mangia da sola come merenda sostanziosa, spesso accompagnata da un bicchiere di vino rosso leggero o da un caffè, oppure a inizio pasto per spezzare la fame prima del resto della tavola.
Non usare cicoria già cotta o lessata come ripieno: la cicoria deve essere ripassata in olio e aglio a crudo per mantenere il suo gusto caratteristico e la consistenza leggermente mordente. Se la cuoci due volte diventa molle e perde il sapore. Un altro errore frequente è non asciugare bene la cicoria dopo il lavaggio: l'acqua in eccesso rende il ripieno zuppo e fa marcire l'impasto dal di dentro.
La «pitta ri cicoria» è un piatto invernale per eccellenza: la cicoria fresca è disponibile tra novembre e marzo nei mercati e negli orti. Preparala nei giorni freddi quando la voglia di pane caldo e verdure amare è piú forte. È perfetta anche per le festività minori quando serve qualcosa di veloce da portare in tavola senza che sembri improvvisato.