
| 400 g | Farina bianca tipo 0 |
| 150 g | Burro |
| 100 g | Zucchero |
| 2 | Uova medie |
| 250 g | Mandorle pelate e tritate |
| 150 g | Noci sgusciate e tritate |
| 100 g | Uva passa |
| 80 g | Arancia candita a dadini |
| 100 g | Miele di castagno |
| 1 cucchiaino | Cannella macinata |
| 3-4 | Chiodi di garofano interi |
| 1 pizzico | Vaniglia in polvere |
| 1 pizzico | Sale |
| 1 cucchiaio | Rum o vino dolce (facoltativo) |
| 200 g | Zucchero per la glassa |
| 50 ml | Acqua per la glassa |
| 380 kcal | Energia |
| 8 g | Proteine |
| 18 g | Grassi |
| 3,5 g | di cui saturi |
| 52 g | Carboidrati |
| 32 g | di cui zuccheri |
| 4 g | Fibre |
| 0,15 g | Sale |
Il sapore è dolce ma non stucchevole, con una croccantezza della pasta che contrasta con la morbidezza del ripieno. La frutta secca predomina, soprattutto la mandorla e la noce, che danno una nota leggermente tostata. La cannella, i chiodi di garofano e un accenno di vaniglia rendono il dolce aromatico e caldo, caratteristico dei dolci invernali siciliani. Si accompagna bene con un caffè o con un vino dolce naturale. È un dolce da merenda o da fine pasto, non da colazione quotidiana.
Non utilizzare un impasto troppo morbido o bagnato: compromette la croccantezza della pasta e rende difficile il riavvolgimento. Se durante l'impasto noti che è appiccicaticcio, aggiungi farina poco per volta. Allo stesso modo, non glassare il dolce quando è ancora fumante: la glassa si scioglie anziché solidificarsi in superficie. Attendi che la pitta sia tiepida, non fredda ma nemmeno calda al tatto.
La «pitta 'mpigliata» è un dolce da festa, ideale tra novembre e dicembre per le celebrazioni invernali, oppure per Pasqua nelle regioni dove la tradizione la vuole anche primaverile. Il clima fresco e secco dell'autunno e dell'inverno è il momento migliore per la riuscita, poiché l'impasto si mantiene compatto e la glassa solidifica agevolmente. Si prepara in occasioni speciali, non per il consumo quotidiano.