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Pitta 'mpigliata

Vincenza Bertolino· 23 febbraio 2020· 6 min di lettura ·Reggio Calabria
Pitta 'mpigliata dorata su piatto di maiolica, tagliata a spicchi, che mostra l'interno a spirale con ripieno di frutta secca, glassa trasparente in superficie, sfondo con tovaglia a quadretti
Preparazione
40 min
Cottura
35 min
Difficoltà
media
Porzioni
8 persone
Costo
medio
Stagione
autunno/inverno

Ingredienti

400 gFarina bianca tipo 0
150 gBurro
100 gZucchero
2Uova medie
250 gMandorle pelate e tritate
150 gNoci sgusciate e tritate
100 gUva passa
80 gArancia candita a dadini
100 gMiele di castagno
1 cucchiainoCannella macinata
3-4Chiodi di garofano interi
1 pizzicoVaniglia in polvere
1 pizzicoSale
1 cucchiaioRum o vino dolce (facoltativo)
200 gZucchero per la glassa
50 mlAcqua per la glassa

Valori nutrizionali

380 kcalEnergia
8 gProteine
18 gGrassi
3,5 gdi cui saturi
52 gCarboidrati
32 gdi cui zuccheri
4 gFibre
0,15 gSale
Come si prepara
1
Impasto base
Lavora il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere una crema pallida. Aggiungi le uova una alla volta, mescolando bene. Incorpora la farina e il sale con movimenti delicati, fino a formare un impasto omogeneo e coeso. Avvolgilo nella pellicola e riposa in frigorifero per almeno 30 minuti.
2
Preparazione del ripieno
Trita mandorle e noci se non già fini. Ammorbidisci l'uva passa in acqua tiepida per 5 minuti, poi scola bene. Schiaccia i chiodi di garofano nel mortaio per rilasciare l'aroma, quindi setaccia con la cannella. Mescola in una ciotola mandorle, noci, uva passa, arancia candita, miele, spezie macinate, vaniglia, sale e rum. Mescola bene fino a formare un composto denso e coeso.
3
Stesura e avvolgimento
Stendi l'impasto su carta da forno fino a uno spessore di circa 4-5 millimetri, formando un rettangolo irregolare. Distribuisci il ripieno su tutta la superficie, pressando leggermente con i dorsi delle dita. Inizia da un lato lungo e arrotola con delicatezza, mantenendo una pressione uniforme. Il rotolo deve essere compatto ma non stretto. Arrotola il rotolo su sé stesso a forma di spirale stretta, poi posizionalo in una teglia rotonda o quadrata rivestita di carta da forno.
4
Cottura
Inforna a 170 gradi Celsius per 35-40 minuti, fino a quando la superficie non risulta dorata e al tocco presenta una leggera resistenza elastica. Se la superficie si scurisce troppo nei primi 20 minuti, copri con un foglio di alluminio. La pitta cuoce dal basso verso l'alto: controlla che la base sia ben cotta e dorata dopo il primo tempo.
5
Preparazione della glassa
Mentre la pitta cuoce, sciogli lo zucchero con l'acqua a fuoco medio-basso. Mescola fino a ottenere uno sciroppo trasparente e fluido. Non far bollire: deve rimanere a bassa temperatura. Se desideri, puoi aggiungere qualche goccia di succo di limone fresco per evitare che lo zucchero ricristallizzi.
6
Glassatura
Sforna la pitta ancora calda. Con un pennello da cucina, distribuisci lo sciroppo di zucchero sulla superficie, lavorando rapidamente prima che si raffreddi. La glassa deve essere uniforme, lucida e trasparente. Lascia asciugare completamente a temperatura ambiente prima di servire, almeno 2 ore.
7
Raffreddamento e riposo
Consenti un riposo di almeno 4-6 ore prima di tagliare, in modo che il ripieno si assesti. Il dolce migliora di sapore dopo un giorno. Taglia con un coltello seghettato, aiutandoti con movimenti delicati avanti e indietro.

Gusto

Il sapore è dolce ma non stucchevole, con una croccantezza della pasta che contrasta con la morbidezza del ripieno. La frutta secca predomina, soprattutto la mandorla e la noce, che danno una nota leggermente tostata. La cannella, i chiodi di garofano e un accenno di vaniglia rendono il dolce aromatico e caldo, caratteristico dei dolci invernali siciliani. Si accompagna bene con un caffè o con un vino dolce naturale. È un dolce da merenda o da fine pasto, non da colazione quotidiana.

Benessere

  • Mandorle e noci forniscono proteine vegetali e grassi insaturi, utili per il profilo lipidico. Una porzione di 100 grammi copre una buona parte del fabbisogno di magnesio.
  • Il ferro presente in mandorle e frutta secca è di tipo non-eme, meno biodisponibile rispetto a quello animale, ma la vitamina C dell'arancia candita ne migliora l'assorbimento.
  • È un dolce sostanzioso e saziante: il ripieno denso e la presenza di fibre dalla frutta secca rallentano l'assorbimento dello zucchero e mantengono il senso di sazietà più a lungo.
  • La cannella e i chiodi di garofano non sono solo aromatizzanti, ma contengono polifenoli con proprietà antiossidanti, anche se in quantità modeste nel dolce finito.
  • Accompagna bene una tazza di tè non zuccherato o un caffè amaro, che bilancia la dolcezza e favorisce la digestione del ripieno ricco di grassi.
  • Falso mito da sfatare: la frutta secca non ingrassa se consumata in porzioni ragionevoli. Le mandorle e le noci sono ad alto contenuto energetico, ma i grassi predominanti sono insaturi, non saturi. Una porzione di 30-40 grammi al giorno è compatibile con un'alimentazione equilibrata. Il problema sorge solo con il consumo eccessivo e frequente, non dal dolce tradizionale di festa.

L'errore da non fare

Non utilizzare un impasto troppo morbido o bagnato: compromette la croccantezza della pasta e rende difficile il riavvolgimento. Se durante l'impasto noti che è appiccicaticcio, aggiungi farina poco per volta. Allo stesso modo, non glassare il dolce quando è ancora fumante: la glassa si scioglie anziché solidificarsi in superficie. Attendi che la pitta sia tiepida, non fredda ma nemmeno calda al tatto.

I nostri consigli

  • Conserva in una scatola chiusa a temperatura ambiente per 3-4 giorni, o in frigorifero fino a una settimana. Non congelare: l'umidità del ripieno renderebbe l'impasto molle dopo lo scongelamento. Se desideri, puoi preparare l'impasto e il ripieno il giorno prima.
  • Varia la frutta secca secondo il gusto: pinoli tostati, pistacchio tritato o nocciole tostate danno sfumature diverse. Mantieni il rapporto totale di circa 400 grammi.
  • Alcuni preparano la pitta «'mpigliata» con un impasto dolce arricchito di un albume, che la rende ancora più croccante. Prova aggiungendo mezzo albume montato a neve verso la fine dell'impasto base.
  • Se la glassa si indurisce troppo durante la preparazione, riscaldala a fuoco molto basso per pochi secondi in un pentolino.

Quando prepararla

La «pitta 'mpigliata» è un dolce da festa, ideale tra novembre e dicembre per le celebrazioni invernali, oppure per Pasqua nelle regioni dove la tradizione la vuole anche primaverile. Il clima fresco e secco dell'autunno e dell'inverno è il momento migliore per la riuscita, poiché l'impasto si mantiene compatto e la glassa solidifica agevolmente. Si prepara in occasioni speciali, non per il consumo quotidiano.

Domande frequenti

  • Posso usare miele diverso dal castagno? Sì, il miele d'acacia è più delicato, quello di corbezzolo più robusto. Scegli secondo il gusto personale, restando su quantità analoghe.
  • La ricetta può essere fatta senza uova? È difficile: l'uovo legge l'impasto e ne garantisce la coesione. Puoi provare con un sostituto vegano, ma la consistenza sarà meno robusta.
  • Qual è il segreto per una pasta croccante? Rispetto dei tempi di riposo, temperatura del forno stabile, e non esagerare con il burro. Una pasta troppo ricca di grassi tende a essere più soffice.
  • Devo usare forza nel rotolare l'impasto? No, devi essere deciso ma delicato. Una pressione uniforme e costante, senza strappi, evita che il ripieno fuoriesca durante la cottura.
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