Home · Calabria · torte salate

Pitta d'u tartufu

Vincenza Bertolino· 8 settembre 2017· 6 min di lettura ·Reggio Calabria
Pitta d'u tartufu dorata appena sfornata, tagliata a fette, che mostra il ripieno scuro di tartufo nero mescolato a ricotta bianca cremosa, servita su piatto bianco
Preparazione
40 min
Cottura
35 min
Difficoltà
media
Porzioni
6 persone
Costo
alto
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

500 gFarina di grano tenero tipo 0
300 gRicotta fresca di pecora o mucca
80 gTartufo nero fresco (o 15 g di tartufo secco idratato)
120 gFormaggio tipo Parmigiano Reggiano grattugiato
150 mlLatte intero tiepido
15 gLievito naturale (pasta madre) oppure 5 g di lievito di birra fresco
10 gSale fino
40 mlOlio extravergine di oliva
2Uova medie (una per l'impasto, una per spennellare)

Valori nutrizionali

285 kcalEnergia
9 gProteine
11 gGrassi
6 gdi cui saturi
36 gCarboidrati
8 gdi cui zuccheri
2,5 gFibre
0,9 gSale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto base
Versate la farina in una ciotola grande. Fate un buco al centro e aggiungete il lievito naturale diluito in un cucchiaio d'acqua tiepida, il latte tiepido e un uovo. Mescolate con le dita fino a incorporare la farina, poi aggiungete l'olio e il sale. Impastate per 10 minuti fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Se l'impasto rimane secco, aggiungete un cucchiaio d'acqua alla volta.
2
Lievitazione in massa
Trasferite l'impasto in una ciotola leggermente unta d'olio. Coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitare in luogo tiepido per 3 ore, finché il volume non raddoppia. La temperatura ideale è intorno ai 25 gradi centigradi.
3
Preparare il ripieno
Grattugiate il tartufo nero fresco con una grattugia fine (oppure idratate il tartufo secco in 3 cucchiai d'acqua tiepida per 20 minuti). Versate la ricotta in una ciotola, mescolate delicatamente con una forchetta e aggiungete il tartufo e il Parmigiano grattugiato. Aggiustate di sale secondo il vostro gusto. Il ripieno deve risultare cremoso e fragrante.
4
Stesura e farcitura
Riprendete l'impasto lievitato, dividetelo a metà e stendete una parte su una carta forno con un mattarello fino a uno spessore di 5-6 millimetri. Distribute il ripieno su tutta la superficie, lasciando un margine di 2 centimetri dai bordi. Stendete l'altra metà dell'impasto e appoggiamela sopra, sigillando bene i bordi con le dita.
5
Seconda lievitazione
Trasferite la pitta su una teglia rivestita di carta forno. Coprite con il canovaccio umido e lasciate lievitare per 90 minuti. L'impasto dovrà risultare gonfio al tatto.
6
Cottura
Preriscaldate il forno a 190 gradi centigradi statico. Sbattete l'uovo rimasto e spennellate la superficie della pitta. Infornate per 35 minuti circa, finché la crosta non diventa dorata e crocchiante. Controllate con uno stuzzicadenti: deve uscire umido ma non bagnato.
7
Riposo e servizio
Sfornate la pitta e lasciatela riposare 10 minuti prima di tagliarla a fette. Servite tiepida, con un filo d'olio extravergine di oliva versato sopra.

Gusto

Il sapore è un contrasto affascinante tra la dolcezza contenuta dell'impasto lievitato e l'aroma intenso, quasi muschiato, del tartufo nero. La ricotta assorbe i profumi del tartufo senza coprirli, lasciando spazio al gusto terroso che caratterizza questo fungo pregiato. Si serve tiepida, accompagnata da un filo d'olio extravergine di oliva di buona qualità. La tradizione la abbina a vini freschi, leggermente frizzanti, oppure semplicemente a un bicchiere d'acqua per un pasto più sobrio.

Benessere

L'errore da non fare

Non lasciate il ripieno completamente secco o, al contrario, troppo bagnato. Un tartufo eccessivamente trito rilascia troppi liquidi che inzuppano l'impasto durante la cottura, mentre un tartufo graffiato appena grossolanamente mantiene meglio il sapore e la consistenza. Inoltre, non abbreviate il tempo di lievitazione: una pitta affrettata rimane dura e il tartufo perde carattere perché l'aroma non ha tempo di svilupparsi pienamente durante la fermentazione.

I nostri consigli

Quando prepararla

La «pitta d'u tartufu» è un piatto tipicamente autunnale e invernale, quando il tartufo nero raggiunge la sua massima qualità e disponibilità, da novembre a fine dicembre. È ideale durante i mesi freddi, quando si ricerca un piatto caldo e saziante. Si prepara bene anche nei giorni di festa o per un pranzo domenicale, perché la lievitazione lunga consente di distribuire il lavoro in ore diverse della giornata.

Domande frequenti

Facebook X Pinterest Email
Altre ricette · Calabria
Taralli vibonesi: croccantezza saporita che nutre senza appesantire
Calabria

Taralli vibonesi: croccantezza saporita che nutre senza appesantire

Melanzane alla vibonese: morbidezza affumicata che nutre senza appesantire
Calabria

Melanzane alla vibonese: morbidezza affumicata che nutre senza appesantire

Cipollata di Vibonese: dolcezza caramellata che nutre senza appesantire
Calabria

Cipollata di Vibonese: dolcezza caramellata che nutre senza appesantire