
| 250 g | pane raffermo, pangrattato fine o pane secco sbriciolato |
| 100 g | parmigiano reggiano grattugiato |
| 2 | uova intere |
| 400 g | fagioli rossi secchi, oppure 800 g se in scatola già cotti |
| 300 g | polpa di pomodoro o passata |
| 1 media | cipolla gialla |
| 2 cucchiai | olio extravergine di oliva |
| q.b. | sale e pepe nero macinato |
| 1 l | brodo vegetale |
| 1 rametto | rosmarino fresco |
| 145 kcal | Energia |
| 7 g | Proteine |
| 5 g | Grassi |
| 2 g | di cui saturi |
| 18 g | Carboidrati |
| 2 g | di cui zuccheri |
| 4 g | Fibre |
| 0,8 g | Sale |
Il sapore è umami pieno: il pane leggermente tostato degli gnocchetti trova equilibrio nella dolcezza leggera del fagiolo rosso, mentre il pomodoro aggiunge acidità e freschezza. La nota salata del parmigiano chiude il profilo aromatico. La consistenza degli gnocchetti rimane soda anche immersa nel sugo, mai molle o disfatta. Si mangia con cucchiaio e forchetta, assaporando la cremosità del fagiolo insieme al morso del pane cotto. È tradizionalmente servito senza altri contorni.
Non mescolare i pisarei con un cucchiaio di metallo o agitarli troppo nel sugo quando sono già cotti: si sfaldano e diventano una pappa. Il composto deve essere trattato delicatamente, soprattutto nella mantecatura finale. Usa sempre un cucchiaio di legno e gesti leggeri. Se il brodo di cottura è salato troppo, i pisarei assorbono e il piatto finale diventa insipido invece che equilibrato.
I «pisarei e fasö» sono un piatto perfetto da settembre a marzo, quando il clima freddo invita a piatti caldi e sostanziali. È ideale nei giorni di pioggia o in occasione di cene in famiglia dove serve nutrire bene senza spesa. Tradizionalmente compare sulle tavole piacentine durante l'autunno quando arrivano i fagioli nuovi e quando le serate iniziano a essere fredde.