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Pinza veneta

Vincenza Bertolino· 9 luglio 2025· 6 min di lettura ·Treviso
Pinza veneta intera su piatto bianco, con superficie dorata e croccante, decorata da pinoli visibili, accanto fetta tagliata che mostra l'interno morbido con uvetta e canditi colorati, su tavolo di le
Preparazione
30 min
Cottura
35 min
Difficoltà
media
Porzioni
8 persone
Costo
medio
Stagione
inverno, primavera

Ingredienti

500 gfarina di grano tenero
150 gburro morbido
100 gzucchero
4uova
10 glievito di birra fresco
100 guvetta passa
80 gfrutta candita mista a dadini
50 gpinoli
1bustina di vaniglia (circa 5 g)
0,5 cucchiainosemi di anice
80 mllatte tiepido
5 gsale fino

Valori nutrizionali

310 kcalEnergia
7 gProteine
8 gGrassi
2 gdi cui saturi
54 gCarboidrati
28 gdi cui zuccheri
2 gFibre
0,4 gSale
Come si prepara
1
Preparare l'impasto base
In una ciotola grande, sciogli il lievito di birra fresco nel latte tiepido e lascia riposare 5 minuti. In una seconda ciotola, lavora il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere un composto cremoso e pallido, circa 2 minuti con le mani o una spatola. Aggiungi le uova una alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Versa il latte con il lievito e mescola.
2
Aggiungere gli ingredienti secchi
In una terza ciotola, setaccia la farina e il sale. Trasferisci il composto di burro e uova su un piano da lavoro, crea una fontana con la farina e inizia a incorporarla gradualmente, lavorando l'impasto con le mani per 8-10 minuti fino a ottenere una massa liscia e elastica che non attacca alle dita. Aggiungi la vaniglia e i semi di anice durante l'impasto.
3
Prima lievitazione
Trasferisci l'impasto in una ciotola leggermente unta, copri con un canovaccio umido e lascia lievitare a temperatura ambiente (idealmente 22-24°C) per 2 ore, fino a quando il volume raddoppia.
4
Incorporare la frutta secca
Dopo la prima lievitazione, riversa l'impasto su un piano infarinato e appiattiscilo leggermente. Distribuisci l'uvetta, la frutta candita e metà dei pinoli sulla superficie, quindi piega e ripiega l'impasto su se stesso per 3-4 minuti fino a quando la frutta è ben incorporata. Non lavorare troppo per evitare di schiacciare il lievito.
5
Sagomare e seconda lievitazione
Forma l'impasto in un panetto compatto e trasferiscilo in uno stampo a ciambella da 25 cm (o forma libera su una teglia foderata di carta forno), chiudendo bene i bordi. Cospargi la superficie con i pinoli rimasti, leggermente pressati. Copri con un canovaccio umido e lascia lievitare di nuovo per 90 minuti a 22-24°C.
6
Cottura
Riscalda il forno a 180°C. Cuoci la «pinza veneta» per 35-40 minuti fino a quando la superficie è dorata e uniformemente colorata. Controlla la cottura infilando uno stecchino nel centro: deve uscire pulito o con poche briciole umide. Se la superficie scurisce troppo prima della fine cottura, copri con un foglio di carta forno.
7
Raffreddamento
Estrai la «pinza veneta» dal forno e lasciarla riposare nello stampo per 10 minuti. Poi capovolgi su una griglia e fai raffreddare completamente a temperatura ambiente prima di affettare, circa 30 minuti.

Gusto

La «pinza veneta» ha un sapore dolce equilibrato, non stucchevole, con note speziate delicate grazie all'anice e alla vaniglia. La frutta candita dona acidità sottile, mentre l'uvetta contribuisce dolcezza naturale. I pinoli aggiungono una nota croccante in contrasto con la morbidezza dell'impasto. Si serve affettata, preferibilmente a temperatura ambiente, con caffè o vino dolce, seguendo la tradizione veneta di accompagnarla durante le festività.

Benessere

  • La farina di grano fornisce carboidrati complessi e fibre che sostengono l'energia prolungata nel tempo.
  • L'uvetta contiene potassio, ferro e magnesio in quantità apprezzabile, minerali utili per la funzionalità muscolare e nervosa.
  • Nonostante sia un dolce lievitato, la «pinza veneta» ha densità moderata e non risulta pesante se assunta in porzioni normali.
  • La frutta secca e candita apporta polifenoli e antiossidanti naturali, particolarmente dalle bucce degli agrumi.
  • Per un pasto equilibrato, abbina una fetta a colazione con una bevanda calda senza zucchero aggiunto, oppure come merenda pomeridiana insieme a uno yogurt nature.
  • Falso mito da sfatare: non è vero che i dolci lievitati come la «pinza veneta» siano sempre indigesti. La fermentazione lunga dell'impasto (che può durare ore) permette ai microrganismi di parzialmente pre-digerire i carboidrati e riduce la presenza di glutine non processato, rendendolo più facile da assimilare rispetto a molti dolci non lievitati. Chi ha sensibilità conclamata al glutine deve comunque evitarlo.

L'errore da non fare

L'errore più comune è aggiungere la frutta secca all'impasto ancora caldo durante la lievitazione: l'umidità della frutta candita e l'uvetta legherà acqua all'impasto rendendolo colloso, e l'impasto non lieviterà correttamente. Incorpora la frutta solo dopo la prima lievitazione, quando l'impasto è già stabile e ha sviluppato la struttura del glutine. Altro errore frequente è lievitare a temperatura troppo alta: sopra i 28°C, la fermentazione accelera troppo e il lievito si esaurisce prima che l'impasto sia sufficientemente sviluppato.

I nostri consigli

  • La «pinza veneta» si conserva in una scatola di latta ben chiusa per 4-5 giorni a temperatura ambiente. Non riporla in frigorifero, perché l'umidità farebbe ammuffire la carta forno e l'impasto diventerebbe duro. Se vuoi conservarla più a lungo, avvolgila in carta forno e congela fino a 2 mesi.
  • Puoi aggiungere un poco di zest di arancia o limone all'impasto per intensificare l'aroma di agrumi, oppure usare una bustina di zafferano al posto della vaniglia per una variante più ricercata e colore più dorato.
  • Se la frutta candita è molto secca, lasciala inumidire in un poco di rum o acqua tiepida per 30 minuti prima di usarla: questo la renderà più morbida e reidratata, migliorando la consistenza finale.
  • La «pinza veneta» tradizionale veneta ha un margine di variabilità regionale: in alcune zone aggiungono un goccio di marsala o vino bianco all'impasto. Se vuoi provare, sostituisci 30 ml di latte con vino bianco secco o marsala secco.

Quando prepararla

La «pinza veneta» è un dolce legato alle festività invernali e primaverili. La troverai sulle tavole venete a Natale, Capodanno e Pasqua. È ideale prepararla nei mesi freddi (da novembre ad aprile) quando le temperature ambiente favoriscono una lievitazione controllata e il dolce risulta meno asciutto. Se cucini in estate, dovrai lievitare l'impasto in un luogo fresco o addirittura in frigorifero per rallentare la fermentazione e evitare che si asciughi troppo.

Domande frequenti

  • Posso usare lievito secco al posto di quello fresco? Sì, usa 5 grammi di lievito secco (cosiddetto "di birra istantaneo") disciolto nel latte come il fresco. I tempi di lievitazione rimangono gli stessi.
  • Che stampo devo usare per la «pinza veneta»? Uno stampo a ciambella o a pandoro da 25 centimetri di diametro. Se non lo hai, puoi modellare l'impasto libero su una teglia rivestita di carta forno formando una ciambella bassa.
  • Come riconosco se è cotta? La superficie deve essere dorata uniformemente, deve suonare vuota se picchiettata sul fondo, e uno stecchino infilato nel centro deve uscire con poche briciole umide, non bagnato.
  • La «pinza veneta» è diversa dal panettone? Sì. Il panettone ha frutta candita e uvetta, ma è più dolce, ha una crema (spesso) e una forma a cupola caratteristica. La «pinza veneta» è meno dolce, ha forma bassa a ciambella e non prevede coperture o interni cremosi.
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