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Pinot nero dell'Oltrepò Pavese

Vincenza Bertolino· 31 maggio 2019· 7 min di lettura ·Pavia
Bicchiere di Pinot nero rosso rubino dell'Oltrepò Pavese con riflessi trasparenti, accanto a una bottiglia scura etichettata e a un piatto di risotto ai funghi porcini su sfondo in legno caldo.
Conservazione
5-8 anni (vini giovani), fino a 12-15 anni (riserve)
Temperatura di servizio
14-16 gradi Celsius
Tipo di bicchiere
Calice tulipano o Bordeaux
Abbinamenti principali
Carni bianche, funghi, risotti, formaggi morbidi
Zona di produzione
Oltrepò Pavese (Lombardia)
Gradazione alcolica
12-13%

Valori nutrizionali

85 kcalEnergia
0,1 gProteine
0 gGrassi
0 gdi cui saturi
2,6 gCarboidrati
0,6 gdi cui zuccheri
0 gFibre
0 gSale
Come si prepara
1
Scelta del vino
Seleziona un Pinot nero dell'Oltrepò Pavese con denominazione D.O.C. o D.O.C.G., verificando l'annata sulla bottiglia. Annate recenti (ultimi 3-4 anni) sono ideali per esaltare la freschezza fruttata caratteristica della varietà.
2
Apertura e decantazione
Apri la bottiglia 15-20 minuti prima di servire. Se il vino è giovane, non è necessaria una decantazione prolungata: basta l'aria naturale durante il versamento. Se è una riserva con alcuni anni, puoi lasciarlo respirare in decanter per 30 minuti.
3
Preparazione del bicchiere
Usa calici a tulipano o Bordeaux, puliti e asciutti. Versa il vino fino a metà bicchiere circa, permettendo al profumo di svilupparsi nello spazio vuoto del calice.
4
Abbinamento con piatto a base di funghi
Prepara un risotto ai funghi porcini o un umido di fungo cardoncello con carni bianche. La morbidezza del Pinot nero complementa bene l'umami dei funghi. Servi il piatto quando è ancora caldo, attorno ai 60-65 gradi.
5
Controllo della temperatura del vino
Durante il pasto, assicurati che il vino rimanga a 14-16 gradi. Se la temperatura ambiente è superiore a 20 gradi, conserva la bottiglia in un secchiello con ghiaccio e acqua per mantenerlo fresco senza ghiacciarlo.
6
Degustazione consapevole
Osserva il colore contro luce, annusa lentamente per riconoscere i profumi, poi assaggia piccoli sorsi in modo da lasciare il vino qualche secondo in bocca prima di ingoiare. Così riconoscerai frutta, spezie e la struttura tannica.
7
Conservazione dopo apertura
Se rimane vino, tappa la bottiglia con il tappo di sughero originale o un tappo salvavino, conserva in frigorifero e consuma entro 2-3 giorni. Il contatto con l'aria degrada i profumi delicati del Pinot nero.

Gusto

Questo Pinot nero ha un sapore che combina la freschezza della frutta rossa con una leggera speziatura di pepe nero e chiodi di garofano. L'approccio al palato è morbido e accogliente, senza spigoli duri. Si serve attorno ai 14-16 gradi Celsius, in bicchieri a tulipano che permettono al profumo di svilupparsi senza disperdere la freschezza. L'abbinamento tradizionale è con carni bianche in umido, selvaggina di piccolo taglio, piatti a base di funghi e risotti cremosi. Grazie alla sua struttura elegante, accompagna bene anche formaggi a pasta morbida e a stagionatura media.

Benessere

L'errore da non fare

L'errore più comune è servire il Pinot nero troppo freddo, magari alla stessa temperatura di un vino bianco. Con temperature inferiori a 12 gradi, i tannini diventano duri e spigolosi, mascherando la morbidezza caratteristica del vino. Allo stesso modo, servirlo troppo caldo fa perdere la freschezza aromatica e l'acidità che lo equilibra. Un altro errore frequente è abbinarlo a piatti troppo pesanti e affumicati, come carni rosse molto cotte o salse a base di peperoncino intenso: questi piatti richiedono tannini più strutturati. Infine, aprire la bottiglia e lasciarla stappata per ore prima di servire la rovina esponendola all'ossidazione eccessiva.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il Pinot nero dell'Oltrepò Pavese è adatto tutto l'anno, ma brilla particolarmente in autunno e inverno, quando i piatti si fanno più ricchi e corposi: umidi, risotti, funghi diventano protagonisti della tavola e trovano nel vino un compagno ideale. In primavera, servilo con piatti più leggeri, leggermente più freddo, come antipasto di pesce o primi con verdure fresche. L'estate è meno naturale per questo vino, ma rimane comunque una scelta valida se lo servi fresco con carni bianche grigliate.

Domande frequenti

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