
| 2 | piccioni interi, già puliti |
| 150 g | pane secco raffermo |
| 1 | cipolla bianca media |
| 1 | carota |
| 2 gambi | sedano |
| 100 ml | brodo di carne tiepido |
| 30 g | burro |
| 2 cucchiai | olio d'oliva |
| 1 rametto | salvia fresca |
| 1 rametto | rosmarino fresco |
| sale e pepe | q.b. |
| 200 ml | vino bianco secco |
| 140 kcal | Energia |
| 21 g | Proteine |
| 6 g | Grassi |
| 1,5 g | di cui saturi |
| 0 g | Carboidrati |
| 0 g | di cui zuccheri |
| 0 g | Fibre |
| 0,08 g | Sale |
La carne del piccione è magra, quasi selvatica, con un sapore più marcato del pollo. Il ripieno di verdure e pane ammorbidisce questa nota robusta e aggiunge dolcezza. Si serve intero o tagliato a metà, sempre caldo, con il sugo che esce dalle giunture. Si accompagna naturalmente con un vino rosso leggero o un bianco strutturato.
Non cuocere i piccioni a fuoco troppo alto: la pelle brucia ma la carne all'interno rimane dura e secca. La temperatura del forno deve stare attorno ai 180 gradi, non di più. Allo stesso modo, non saltare il riposo finale: servire subito dopo la cottura farà disperdere i succhi e la carne risulterà stopposa. Un piccione ha poca carne e lasciarlo riposare almeno 5 minuti fa tutta la differenza.
Il piccione ripieno è un piatto autunnale e invernale, quando le temperature si abbassano e la carne più robusta e saporita trova il suo spazio naturale sulla tavola. Non è un piatto estivo. In Italia si prepara soprattutto da settembre a febbraio, raramente oltre, quando le verdure di stagione sono carote e patate e il clima invita a piatti più sostanziosi.