
| 150 g | Peperoni cruschi essiccati interi |
| 1 | mortaio in ceramica o pietra naturale |
| 1 | pestello di legno |
| q.b. | contenitore di vetro scuro per conservare |
| 314 kcal | Energia |
| 14 g | Proteine |
| 3,3 g | Grassi |
| 0,5 g | di cui saturi |
| 64 g | Carboidrati |
| 12 g | di cui zuccheri |
| 9 g | Fibre |
| 0,3 g | Sale |
Il sapore dei peperoni cruschi è pepato, deciso, leggermente affumicato, con una nota dolciastra di sottofondo che ricorda il peperone fresco essiccato. La piccantezza è moderata, non bruciante. Quando ridotti in polvere, la loro fragranza diventa più concentrata: una spolverata su un piatto di pasta, minestra o carne cruda dona un carattere robusto. Se ammorbiditi, si usano interi o a pezzi in sughi di pomodoro, zuppe di legumi o in piatti a base di patate. L'abbinamento tradizionale è con la pasta: gli «spaghetti ca' peperoni cruschi» sono un classico della cucina lucana.
Non lavare i peperoni cruschi con acqua prima di macinarli: assorbono l'umidità e si ammorbidiscono, rendendoli appiccicosi e difficili da ridurre in polvere. L'acqua ne compromette anche la conservazione futura. Puliscili solo con un panno asciutto. Un altro errore frequente è macinare i peperoni ancora caldi o subito dopo averli colti dalla dispensa in una stanza calda: la condensa creerà piccoli grumi. Aspetta che tornino completamente a temperatura ambiente.
La polvere di peperone crusco si prepara meglio nei mesi freddi da novembre a febbraio, quando l'aria è meno umida e i peperoni mantengono la loro consistenza crisp. È però idonea durante tutto l'anno se conservata bene. Prepara una piccola quantità di polvere solo quando ne prevedi l'uso nel mese successivo, così resterà sempre fragrante e conserverà il colore rosso intenso.