Pearà vicentina

Ingredienti
| 300 g | pane raffermo o pane tostato |
| 750 ml | brodo di carne tiepido |
| 80 g | formaggio grattugiato (Parmigiano-Reggiano o Grana Padano) |
| 40 g | burro |
| 1 spicchio | aglio |
| 1 pizzico | pepe nero macinato |
| sale | quanto basta |
Valori nutrizionali
| 180 kcal | Energia |
| 6 g | Proteine |
| 10 g | Grassi |
| 5 g | di cui saturi |
| 16 g | Carboidrati |
| 1 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
Gusto
La «pearà» sa di brodo concentrato con una nota salata e piccante del formaggio stagionato, mentre il pane le dà corpo e una leggera dolcezza di fondo. È una salsa che non ha acuti di sapore ma una rotondità calorosa, perfetta per assorbire il gusto delle carni lessate, dal bollito misto ai cotechini. Si mangia calda, sempre con un cucchiaio, spesso insieme a patate bollite e carne di manzo lessa. L'abbinamento tradizionale prevede i «cotechini» e il «lesso», ma funziona anche con un brodo di verdure se preferisci una versione vegetariana.
Benessere
- Il pane raffermo contiene fibre e carboidrati complessi che danno energia e aiutano la digestione, specie se usato pane integrale.
- Il formaggio grattugiato apporta calcio, fosforo e proteine, minerali importanti per le ossa e i muscoli.
- Il brodo di carne fornisce collagene naturale e aminoacidi utili per articolazioni e pelle, oltre a ferro facilmente assorbibile.
- La «pearà» è una salsa molto saziante: poche porzioni riempiono e mantengono il senso di pienezza a lungo.
- Per un pasto equilibrato, accompagnala con verdure bollite, una fetta di pane scuro e un contorno di insalata amara per bilanciare la ricchezza.
- Falso mito da sfatare: molti credono che la «pearà» sia pesante e indigesta perché fatta di pane e formaggio. In realtà, le porzioni sono piccole, il brodo caldo facilita la digestione e il pane raffermo è meno gonfiante del pane fresco. Chi ha problemi di digestione può ridurre il formaggio o diluire un po' più con brodo.
L'errore da non fare
Non tostare il pane è l'errore più comune: il pane fresco assorbe tutto il brodo in pochi secondi senza dare cremosità, e la «pearà» diventa un pastone appiccicaticcio. Allo stesso modo, non aggiungere il formaggio a fuoco acceso: il calore eccessivo lo fa grumolare e la salsa perde morbidezza. Anche diluire troppo con brodo rende la salsa poco consistente e perde sapore.
I nostri consigli
- Conserva la «pearà» in frigorifero per 2-3 giorni in un contenitore ermetico. Prima di servirla di nuovo, riscaldala a bagnomaria aggiungendo un filo di brodo caldo per ritrovare la giusta cremosità.
- Se non hai brodo di carne a casa, usa un dado di buona qualità sciolto in acqua calda, ma il brodo fatto in casa rimane superiore di gusto e digeribilità.
- Puoi preparare la «pearà» anche vegetariana: usa brodo di verdure e aggiungi un pizzico di lievito di birra per dare profondità al sapore.
- Prova a servire la «pearà» anche con gnocchi di patate bolliti al posto del solito lesso: il risultato è molto appetitoso.
Quando prepararla
La «pearà vicentina» è un piatto da autunno e inverno, quando i lessati e i bolliti diventano più frequenti e la voglia di piatti caldi e sostanziosi è maggiore. È perfetta per un pranzo della domenica in famiglia, magari insieme a un bollito misto completo. Puoi prepararla tutto l'anno se ami i lessati, ma il freddo è il suo contesto naturale.
Domande frequenti
- Posso usare pane bianco invece di pane scuro? Sì, il pane bianco tostato funziona benissimo. L'importante è che sia raffermo e ben tostato, non il colore.
- La «pearà» si può congelare? Sì, si conserva in freezer per 2-3 mesi. Scongela in frigorifero la notte prima e riscalda a bagnomaria aggiungendo brodo tiepido per ammorbidirla.
- Che differenza c'è tra «pearà» e salsa di pane normale? La «pearà» vicentina ha una proporzione precisa tra pane e brodo che la rende densa e cremosa, con il formaggio come ingrediente essenziale. Altre salse di pane possono essere più acquose o senza formaggio.
- Posso farla senza formaggio per chi è intollerante? Sì, ma perderai sapore salato e corpo. Compensa aggiungendo un pizzico di sale in più e un filo di olio d'oliva per dare cremosità.


