
| 1 kg | patate a polpa gialla (tipo Kennebec o Russet) |
| 2 litri | olio di arachide o girasole raffinato |
| 10 grammi | sale grosso marino |
| 1 litro | acqua fredda |
| quanto basta | carta assorbente |
L'errore più comune è pensare che una sola frittura veloce a temperatura alta basti. Se tuffi le patate direttamente in olio a 180 gradi, la superficie si asciuga e si indurisce mentre l'interno resta crudo. Due passaggi a temperature diverse garantiscono una patata cotta dentro e croccante fuori. Un altro errore è non asciugare le patate dopo il primo bagno: se le tuffi ancora bagnate nella seconda frittura, l'umidità in eccesso ne ammorbidisce la surface.
Le patatine fritte vanno bene tutto l'anno, ma d'estate risultano più rinfrescanti come contorno leggero accanto a piatti freddi o insalate. In autunno e inverno si abbinano bene con piatti più sostanziosi. La ricetta rimane uguale in tutte le stagioni: quello che cambia è il contorno che scegli di mettervi accanto.