Pastiera napoletana: quale ricotta scegliere e il grano cotto giusto

Ingredienti
| 320 g | grano duro bollito (o 150 g grano secco da cuocere) |
| 500 g | ricotta di bufala fresca, cremosa |
| 200 g | zucchero semolato |
| 4 | uova intere |
| 150 g | pasta frolla (gia pronta o preparata) |
| 80 g | canditi misti (arancia e cedro), tagliati piccoli |
| 2 g | cannella in polvere |
| 1 cucchiaio | acqua di fiori d'arancio |
| 1 pizzico | sale fino |
L'errore da non fare
L'errore più comune è usare ricotta fredda direttamente dal frigo e ancora granulosa. Quando la mescoli con le uova, i grumi di ricotta non si stemperano mai e il ripieno resta sabbioso al morso. Stesso danno se il grano è cotto troppo poco e rimane duro, o se lo cuoci oltre il punto e diventa una pasta appiccicosa. Entrambi questi sbagli rendono la texture della pastiera sgradevole, anche se tutti gli altri ingredienti sono giusti.
Il commento di Severina
Lavoro in laboratorio da trentotto anni e ricordo ancora il primo aprile in cui mi hanno fatto preparare la pastiera. Ho usato una ricotta che aveva appena tolto dal frigorifero e il risultato è stato deprimente: grumosa, pesante, stonata. Il pasticciere di allora mi ha detto senza tanti giri di parole che la ricotta deve respirare un poco, stare a temperatura ambiente, e se non è cremosa di suo, non ha senso farla. Per il grano, ho imparato guardando mia madre quando ancora lavorava al bancone: lei lo assaggiava ogni dieci minuti negli ultimi venti minuti di cottura, e lo toglieva dal fuoco quando sentiva che era al punto. Non con un timer, con la bocca. È una festa di Pasqua, il dolce che aspetti tutto l'anno, e non si fa con fretta o con le scorciatoie.