
| 320 g | pasta corta (tubetti, ditalini) |
| 400 g | ceci secchi ammollati da 12 ore |
| 1 litro | acqua |
| 1 spicchio | aglio |
| 3 cucchiai | olio d oliva |
| 1 presa | sale |
| 1 macinata | pepe nero |
| 2 foglie | rosmarino fresco |
Il sbaglio piu comune e schiacciare tutti i ceci come se stessi facendo una purea. Uno, diventa una pappa omogenea e piatta; due, il piatto perde la sua natura e diventa quasi una zuppa densa. I ceci interi, quelli che rimangono integri, sono quello che dà corpo e resistenza al boccone. La forchetta proprio non riesce a rompere tutto contemporaneamente, e questo e un vantaggio, non un limite.
Ho imparato a fare la pasta e ceci dalle mense, dove il frullatore non esisteva. Anzi, esisteva, pero era una di quelle macchine grandi come un televisore, e non aveva senso accenderla per quattro porzioni. Allora usavamo la forchetta, sedute al tavolo della cucina con un pentolone davanti, prima di iniziare il turno. A mia madre la pasta e ceci piace ancora oggi, ma dice che e piu buona fatta con la forchetta perche "respira". Non so se respira davvero, so che e meno uniforme, meno perfetta, e forse proprio per questo e piu vera.