
| 320 g | spaghetti o pasta lunga |
| 400 g | sarde fresche pulite |
| 100 g | finocchio selvatico fresco |
| 1 pizzico | zafferano in stimmi |
| 80 ml | olio d'oliva extravergine |
| 1 spicchio | aglio |
| 1 presa | sale marino |
| 1 pizzico | pepe nero macinato |
L'errore più comune è mettere lo zafferano direttamente nella pasta senza lasciarlo in ammollo. Lo zafferano non si scioglie da solo se aggiunto a crudo, e il piatto rimane con grani amarognoli sparse. Un secondo errore è saltare troppo forte le sarde: si spezzettano e perdono la forma, diventando quasi polpa invece che pesce. Infine, non usare l'acqua della cottura del finocchio per la pasta è come sprecare il sapore che avrebbe dovuto entrare nel piatto dal principio.
Da ragazza ho visto mia madre preparare questo piatto di domenica, quando c'era da far mangiare bene ma il denaro era poco. Le sarde fresche costano meno di quello che si pensa, e il finocchio selvatico cresce dappertutto, la questione è saperlo riconoscere. Negli anni della mensa scolastica non l'ho mai proposto ai bambini, il pesce era complicato, ma me la ricordo perfetta in tante cucine dove sono entrata per lavoro. Mi piace che questo piatto sia tornato nelle case, senza il bisogno di farsi sofisticato. Rimane un piatto di gente che non buttava via niente e che aveva capito come far cantare insieme ingredienti semplici.