
| 200 g | pasta fresca all'uovo |
| 80 g | burro |
| 150 ml | brodo vegetale tiepido |
| 15 g | tartufo nero fresco pulito |
| 30 g | pecorino romano grattugiato |
| 2 g | sale fino |
| 1 g | pepe nero macinato al momento |
L'errore più comune è aggiungere il tartufo mentre la pasta è ancora nel tegame a fuoco vivo, oppure grattugiarlo nella pentola bollente. Il calore degrada i composti aromatici volatili in 20-30 secondi e quello che rimane è solo una polvere insapore. Un secondo errore è usare quantità eccessive di tartufo pensando che più ce n'è e meglio è: il tartufo nero è intenso e 15 grammi per due persone bastano a profumare l'intero piatto senza appesantirlo.
La stagione del tartufo nero inizia in autunno inoltrato, verso novembre, e si protrae fino a febbraio-marzo. È proprio in questo periodo che il tubero è fresco e il suo aroma è più penetrante. Se il mercato lo offre tutto l'anno, si tratta di tartufo conservato o surgelato: funziona, ma è una cosa diversa dalla ricetta che leggi qui, pensata per il tartufo appena colto.