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Parmigiano Reggiano in scaglie da strada

Vincenza Bertolino· 6 settembre 2018· 5 min di lettura ·Modena
Scaglie dorate e frastagliate di Parmigiano Reggiano su un piatto bianco, sovrapposte in disordine, con i bordi cristallini che riflettono la luce
Preparazione
5 min
Cottura
0 min
Difficolta'
facile
Porzioni
2 persone
Costo
medio
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

150 gParmigiano Reggiano D.O.P. stagionato almeno 36 mesi, in pezzo intero

Valori nutrizionali

431 kcalEnergia
38 gProteine
30 gGrassi
19 gdi cui saturi
1 gCarboidrati
0 gdi cui zuccheri
0 gFibre
1,5 gSale
Come si prepara
1
Scegliere il formaggio
Usa un blocco intero di Parmigiano Reggiano stagionato almeno 36 mesi. Più è stagionato, più sarà friabile e croccante. Se è stato in frigo, lascialo a temperatura ambiente per 10 minuti così sarà più facile da rompere.
2
Preparare il coltello
Usa un coltello corto e robusto a lama liscia, oppure uno scalpello da formaggio se ne hai uno. La lama deve essere affilata e asciutta. Bagna leggermente il coltello sotto l'acqua tiepida, asciugalo e il formaggio si distaccherà meglio.
3
Rompere le scaglie
Posiziona il blocco su un tagliere stabile. Premi la lama in profondità nel formaggio, inclinando leggermente il coltello verso il basso, e fai leva per rompere il pezzo. La scaglia si staccherà in modo irregolare e naturale. Ripeti fino a ottenere pezzi di dimensione media, circa 2-3 centimetri di spessore.
4
Controllare la croccantezza
Assaggia una scaglia per verificare che sia croccante e che si rompa netta tra i denti. Se è troppo morbida, il formaggio potrebbe non essere abbastanza stagionato. Se le scaglie sono perfette, passa al servizio subito.
5
Servire
Disponi le scaglie in un piatto bianco o di carta, sovrapposte in disordine naturale. Non metterle in frigo prima di servire: devono stare a temperatura ambiente per mantenere la croccantezza. Servi subito, entro 5 minuti dalla rottura.

Gusto

Il sapore è intenso, leggermente piccante, salato giusto, con una nota di nocciolato che emerge soprattutto nelle scaglie più spesse. Non è cremoso come il formaggio fuso: è asciutto, con una persistenza aromatica che rimane sulla bocca. Si mangia da solo, senza contorno, oppure abbinato a una pera fresca o a qualche cracker senza sale. Tradizionalmente le scaglie accompagnano i vini bianchi secchi della regione Emilia Romagna.

Benessere

  • Il Parmigiano Reggiano stagionato contiene proteine ad alta biodisponibilità: in 100 grammi di formaggio si trovano circa 38 grammi di proteine complete, con tutti gli aminoacidi essenziali.
  • È una fonte concentrata di calcio, fosforo e magnesio, minerali fondamentali per la densità ossea e la funzione muscolare. Una scaglia di 10 grammi fornisce circa 120 milligrammi di calcio.
  • Sazia rapidamente grazie alla densità proteica e al grasso saturo presente: poche scaglie placano la fame per diverse ore, rendendolo uno snack equilibrato per il pomeriggio.
  • Contiene i cristalli di tirosina, aminoacido che si forma durante la lunga stagionatura (almeno 36 mesi): danno croccantezza visibile e sono segno di maturazione profonda.
  • Abbinalo a frutta fresca come mela o pera per avere un pasto ricco di proteine e fibre, che rallenterebbe l'assorbimento dei grassi saturati presenti nel formaggio.
  • Falso mito da sfatare: il Parmigiano Reggiano non è vietato in una dieta sana nonostante il contenuto di grassi saturi. La ricerca scientifica mostra che i grassi del latte non aumentano il colesterolo LDL nella stessa misura dei grassi trans di altri alimenti. Inoltre, il formaggio stagionato è privo di lattosio per la maggior parte, quindi tollerato meglio da chi ha sensibilità digestive.

L'errore da non fare

Non usare un coltello seghettato o una grattugia per fare le scaglie. Con il seghettato il formaggio si sfarina e perde la struttura croccante distintiva. Inoltre non usare Parmigiano Reggiano con meno di 36 mesi di stagionatura: sarà troppo morbido e farinoso, non si romperà netto. Infine, non tenere le scaglie in frigo prima di mangiarle: il freddo le ammorbidisce e le rende gommose.

I nostri consigli

  • Conserva il blocco di Parmigiano Reggiano in frigo ben avvolto in carta alimentare, lontano da odori forti. Dura settimane intere. Se vuoi fare scaglie, tialo fuori 10 minuti prima e il coltello scorrerà più facile.
  • Una variante regionale: in Emilia Romagna le scaglie si mangiano anche con la balsamico tradizionale di Modena, pochissimo, poche gocce sul piatto accanto. Non mescolare, intingi leggermente la scaglia.
  • Abbina le scaglie a un vino bianco secco della regione, tipo Trebbiano o Pignoletto, oppure a una birra chiara e fresca per un contrasto interessante.
  • Se il pezzo di formaggio si spezza in modo irregolare durante il taglio, non buttare i frammenti: raccoglili e usali per grattugiare su piatti caldi, non per le scaglie.

Quando prepararla

Le scaglie di Parmigiano Reggiano si mangiano tutto l'anno, ma sono ideali in autunno e inverno quando le pere sono mature e il palato apprezza sapori più intensi e salati. Sono perfette anche come aperitivo veloce prima di cena, o come spuntino pomeridiano quando hai poco tempo e devi mangiare qualcosa di saporito e nutriente.

Domande frequenti

  • Quale stagionatura scegliere per le scaglie? Almeno 36 mesi. A 24 mesi il Parmigiano è ancora un po' morbido e farà scaglie imperfette. A 48 mesi o più diventa ancora più croccante e intenso, ideale se ami i sapori decisi.
  • Posso fare le scaglie con un pelaformaggio? No. Il pelaformaggio crea sfoglie sottili, non scaglie spesse e croccanti. Serve per il Grana Padano giovane, non per il Parmigiano stagionato.
  • Le scaglie si possono preparare in anticipo? Meglio di no. Rompile 5 minuti prima di mangiare. Se le fai con molte ore di anticipo, perdono croccantezza anche a temperatura ambiente.
  • Il Parmigiano Reggiano da scaglie è diverso da quello da grattugia? No, è lo stesso formaggio. La differenza è solo nel modo di dividerlo: le scaglie sono pezzi rotti a mano, la grattugia è un'azione che lo riduce in polvere. Per le scaglie scegli un blocco intero, non quello già grattugiato.
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