
| 600 g | carne di cinghiale a dadini (spalla o collo) |
| 400 g | polpa di pomodoro |
| 150 g | carota |
| 150 g | sedano |
| 100 g | cipolla |
| 100 ml | vino rosso secco |
| 60 ml | olio d'oliva |
| 500 ml | brodo di carne |
| 2 foglie | alloro |
| 3 rametti | rosmarino |
| 400 g | pappardelle fresche o secche |
| sale e pepe | quanto basta |
| 40 g | parmigiano reggiano grattugiato |
L'errore più comune è fretta nella cottura. Molti cuociono il cinghiale a fuoco troppo alto per ridurre i tempi: la carne diventa stopposa e il ragù si asciuga senza sviluppare morbidezza. Il fuoco basso è fondamentale. Un secondo errore frequente è aggiungere l'acqua fredda quando il ragù si asciuga: usate sempre brodo caldo per non interrompere la cottura. Infine, non salate troppo presto: la sale concentra i succhi della carne, meglio aspettare l'ultimo quarto d'ora di cottura per correggere di sapore.
Questo piatto trova il suo momento naturale da settembre in avanti, quando il cinghiale inizia a circolare regolarmente nei mercati e il clima invita a piatti caldi e strutturati. Durante l'autunno e l'inverno il cinghiale è più disponibile e la carne ha caratteristiche organolettiche migliori. È un piatto adatto ai giorni di festa o alle domeniche in cui avete tempo di stare in cucina senza fretta.