
| 350 g | Miele millefiori o acacia |
| 200 g | Mandorle sbucciate e intere |
| 150 g | Noci comuni intere |
| 100 g | Cedro candito a pezzetti grossi |
| 80 g | Arancia candita a pezzetti |
| 2 cucchiaini | Pepe nero macinato fresco |
| 1 cucchiaino | Cannella in polvere |
| 1/2 cucchiaino | Chiodi di garofano macinati |
| 1/4 cucchiaino | Noce moscata grattugiata |
| 40 g | Farina di frumento 00 |
| Carta da forno | Per lo stampo |
| 360 kcal | Energia |
| 5,5 g | Proteine |
| 18 g | Grassi |
| 3 g | di cui saturi |
| 45 g | Carboidrati |
| 38 g | di cui zuccheri |
| 2,5 g | Fibre |
| 0,15 g | Sale |
Il sapore è complesso e speziato, con il pepe nero che prende subito la gola, seguito dal calore della cannella e dal lieve fresco dei chiodi di garofano. Il miele dona dolcezza, ma mai sciocca: è bilanciato dalle spezie e dal gusto leggermente amaro della frutta secca. La consistenza è compatta e leggermente masticabile, non friabile. Si mangia in piccole porzioni, accompagnato da vino rosso secco o da un dolce moscato.
Non aggiungere troppa farina pensando di irrigidire l'impasto. Il panpepato deve rimanere compatto ma non arido: la farina serve solo a dare corpo, non a assorbire. Se mescoli troppo dopo aver aggiunto il miele, rischi di rompere le noci e mandorle intere, che devono restare riconoscibili nel dolce finito. Infine, non affettare il panpepato quando è ancora caldo: diventerà appiccicaticcio e i pezzi si sfaldi.
Il panpepato modenese è un dolce tipico di fine autunno e soprattutto di dicembre, durante le festività natalizie. La tradizione lo prepara a partire da novembre, in modo che riposi bene prima di essere servito a Natale e dopo. È ideale fare questa ricetta quando fuori fa freddo e in casa c'è il desiderio di dolci speziati e calorici. Se ami le spezie forti, puoi prepararlo in ogni stagione fredda.