
| 500 g | Farina di frumento tipo 0 |
| 250 g | Pasta madre (rinfresco a 100% idratazione) |
| 150 g | Burro a temperatura ambiente |
| 5 | Tuorli d'uovo |
| 200 g | Uvetta sultanina ammollata 30 minuti |
| 200 g | Frutta candita mista (scorze d'arancia, cedro, melone) |
| 100 g | Zucchero bianco |
| 7 g | Sale fino |
| 1 bacchetta | Vaniglia bourbon |
| 40 g | Zucchero semolato per la decorazione |
| 330 kcal | Energia |
| 7 g | Proteine |
| 11 g | Grassi |
| 6 g | di cui saturi |
| 53 g | Carboidrati |
| 35 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 0,4 g | Sale |
Il panettone ferrarese ha un sapore dolce equilibrato, con la frutta candita che rilascia dolcezza naturale senza squilibri. L'uvetta, se ammollata correttamente, contribuisce una note più morbida e profonda rispetto a quella tostata. La vaniglia e le scorze di arancia e cedro candite danno un aroma agrumato che non prevale mai sul resto. Si serve a fette sottili a temperatura ambiente, perfetto con un caffè espresso al mattino o con un moscato d'Asti nel pomeriggio festivo.
L'errore più comune è affrettare la lievitazione con temperature troppo alte o risalire troppo il forno durante la cottura. Un panettone ferrarese richiede tempi lunghi e naturali: la pasta madre lavora lentamente, e questo garantisce la mollica fine e l'aroma complesso. Se si usa il calore per accelerare, l'interno rimane denso e la superficie si brucia. Altro errore: usare frutta candita di bassa qualità o non ammollare l'uvetta; il risultato sarà un dolce secco al primo morso.
Il panettone ferrarese si prepara da inizio novembre fino a metà dicembre, in modo da poterlo regalare freschi o conservare per le festività natalizie. La lievitazione lunga beneficia dei climi freschi autunnali e invernali; in estate è più difficile controllare la fermentazione naturale. È il dolce simbolo della tradizione emiliana in tavola durante le cene natalizie e di capodanno.