Home · Emilia-Romagna · dolci

Panettone ferrarese

Vincenza Bertolino· 24 gennaio 2019· 6 min di lettura ·Ferrara
Panettone ferrarese affettato su un piatto bianco, con mollica color avorio chiaro, frutta candita arancione e gialla visibile in sezione, e zucchero semolato sulla crosta superiore dorata
Preparazione
180 min
Cottura
50 min
Difficoltà
impegnativa
Porzioni
12 persone
Costo
alto
Stagione
inverno

Ingredienti

500 gFarina di frumento tipo 0
250 gPasta madre (rinfresco a 100% idratazione)
150 gBurro a temperatura ambiente
5Tuorli d'uovo
200 gUvetta sultanina ammollata 30 minuti
200 gFrutta candita mista (scorze d'arancia, cedro, melone)
100 gZucchero bianco
7 gSale fino
1 bacchettaVaniglia bourbon
40 gZucchero semolato per la decorazione

Valori nutrizionali

330 kcalEnergia
7 gProteine
11 gGrassi
6 gdi cui saturi
53 gCarboidrati
35 gdi cui zuccheri
2 gFibre
0,4 gSale
Come si prepara
1
Preparare la pasta madre
Controllare che la pasta madre sia ben attiva, con bolle visibili e odore acido piacevole. Se è stata conservata in frigo, tirarla fuori 2 ore prima e farla rinvenire a temperatura ambiente finché non raddoppia.
2
Impasto principale
In una ciotola grande, mescolare la farina con la pasta madre rinfrescata, i tuorli d'uovo e lo zucchero. Iniziare con le mani, poi passare a una spatola per circa 5 minuti fino a ottenere un composto amalgamato. Aggiungere il sale e continuare a impastare altri 3 minuti. Incorporare il burro ammorbidito un pezzetto alla volta, assicurandosi che sia completamente integrato prima di aggiungerne altro. Questo passaggio richiede 10 minuti circa.
3
Incordatura dell'impasto
Continuare a impastare facendo slittare l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato, sollevandolo e riportandolo su se stesso per 8-10 minuti, finché non risulti liscio, elastico e non appiccicoso. L'impasto deve essere morbido ma coeso.
4
Lievitazione in massa e aggiunta della frutta
Mettere l'impasto in una ciotola coperta da un panno umido e lasciare in un luogo tiepido (20-22 °C) per 4 ore. Dopo 2 ore, piegare l'impasto su se stesso delicatamente per distribuire meglio le bolle (piega inferiore, superiore, laterali). Al termine delle 4 ore, l'impasto deve aver raddoppiato il volume. Quindi incorporare l'uvetta ammollata e sgocciolata e la frutta candita tagliata a pezzi non troppo grandi, distribuendola uniformemente con movimenti delicati.
5
Formazione e lievitazione finale
Trasferire l'impasto su un piano infarinato, formare una palla, poi inserirla in uno stampo da panettone (o in un contenitore cilindrico da 15 cm di diametro forato sul fondo per l'aria). Coprire con un panno umido e lasciare lievitare in un ambiente tiepido per altre 18-20 ore, finché l'impasto non raggiunge i tre quarti dell'altezza totale dello stampo (non deve traboccare).
6
Preparazione per la cottura
Preriscaldare il forno a 200 °C per 20 minuti. Spennellare delicatamente la superficie del panettone con acqua, poi cospargere di zucchero semolato grosso. Fare un taglio a croce superficiale in cima con un coltello bagnato, per evitare che la parte superiore si spacchi irregolarmente durante la cottura.
7
Cottura
Inserire il panettone nel forno a 200 °C per i primi 10 minuti, poi ridurre a 180 °C e continuare per 40 minuti circa, finché la superficie non risulta dorata uniforme e uno stecchetto infilato nel centro esce pulito. Se la crosta tende a scurirsi troppo, coprire con un foglio di carta forno nelle ultime 15 minuti.
8
Raffreddamento e riposo
Estrarre dal forno e, se possibile, capovolgerlo per 2-3 minuti (appoggiandolo su un barattolo rettangolare) per evitare che il centro si ammacchi. Poi adagiarlo su una griglia a raffreddare completamente a temperatura ambiente per almeno 12 ore prima di affettare.

Gusto

Il panettone ferrarese ha un sapore dolce equilibrato, con la frutta candita che rilascia dolcezza naturale senza squilibri. L'uvetta, se ammollata correttamente, contribuisce una note più morbida e profonda rispetto a quella tostata. La vaniglia e le scorze di arancia e cedro candite danno un aroma agrumato che non prevale mai sul resto. Si serve a fette sottili a temperatura ambiente, perfetto con un caffè espresso al mattino o con un moscato d'Asti nel pomeriggio festivo.

Benessere

  • La farina di frumento utilizzata in un panettone contiene carboidrati complessi e proteine, anche se la lunga lievitazione ne riduce il carico glicemico rispetto a altri dolci lievitati.
  • La frutta candita e l'uvetta apportano sali minerali come potassio, magnesio e ferro; le scorze d'arancia forniscono anche vitamina C residua, anche se diminuita dalla candatura.
  • Il burro e le uova rendono questo dolce nutriente e saziante: una fetta da 100 grammi fornisce energia durevole, ideale per colazioni importanti o merenda del pomeriggio.
  • La pasta madre utilizzata facilita la digeribilità dell'impasto grazie ai batteri lattici che preziosi che fermentano naturalmente la massa.
  • Abbinalo a una bevanda calda (caffè, tè, cioccolata) o a un vino dolce per un pasto completo; se consumato a colazione, affiancalo a uno yogurt o a un bicchiere di latte per bilanciare proteine e carboidrati.
  • Falso mito da sfatare: no, il panettone non è impossibile da digerire se realizzato con tempi lunghi e pasta madre naturale. I metodi industriali veloci e con dosi eccessive di zucchero aggiunto affaticano più la digestione. Un panettone fatto bene, consumato in porzioni ragionevoli e ben masticato, è tollerato anche da stomaci sensibili; chi soffre di diabete o reflusso deve comunque limitare le porzioni e consultare il proprio medico.

L'errore da non fare

L'errore più comune è affrettare la lievitazione con temperature troppo alte o risalire troppo il forno durante la cottura. Un panettone ferrarese richiede tempi lunghi e naturali: la pasta madre lavora lentamente, e questo garantisce la mollica fine e l'aroma complesso. Se si usa il calore per accelerare, l'interno rimane denso e la superficie si brucia. Altro errore: usare frutta candita di bassa qualità o non ammollare l'uvetta; il risultato sarà un dolce secco al primo morso.

I nostri consigli

  • Conserva il panettone finito avvolto in carta alimentare a temperatura ambiente per 3-4 giorni, o in frigorifero per 1 settimana. Puoi congelarlo sottovuoto per 2-3 mesi e scongelarlo lentamente a temperatura ambiente senza perder morbidezza.
  • Se la pasta madre è poco attiva, rinfrescala 2-3 volte a distanza di 4 ore l'una dall'altra prima di usarla: deve raddoppiare costantemente tra un rinfresco e l'altro.
  • La frutta candita puoi prepararla anche tu in casa 1-2 settimane prima, bollendo scorze d'agrumi in acqua e zucchero; risulterà meno dura e più saporita di quella comprata.
  • Se non hai lo stampo da panettone, puoi usare un cilindro di carta per dolci, oppure avvolgere l'impasto in una carta forno conica: l'importante è che possa espandersi verticalmente.

Quando prepararla

Il panettone ferrarese si prepara da inizio novembre fino a metà dicembre, in modo da poterlo regalare freschi o conservare per le festività natalizie. La lievitazione lunga beneficia dei climi freschi autunnali e invernali; in estate è più difficile controllare la fermentazione naturale. È il dolce simbolo della tradizione emiliana in tavola durante le cene natalizie e di capodanno.

Domande frequenti

  • Posso usare la pasta madre congelata? Sì, ma scongelala a temperatura ambiente 4 ore prima e rinfrescala 2 volte consecutive prima di usarla, per assicurarsi che sia tornata attiva.
  • Quanta frutta devo mettere nel panettone ferrarese? La proporzione è circa il 40-45% del peso dell'impasto. Un panettone di 800-1000 grammi deve avere almeno 350-400 grammi di uvetta e frutta candita per essere generoso come la tradizione ferrarese richiede.
  • Se il panettone è cadente e appiccicoso durante l'impasto, cosa faccio? Non è un errore: l'impasto di panettone è naturalmente morbido e appiccicoso. Continua a impastare senza aggiungere farina, o lavora su un piano leggermente unto di olio invece di farina.
  • Quanto deve crescere durante la lievitazione finale? Deve raggiungere i tre quarti dell'altezza dello stampo, non di più. Se cresce troppo, scoppia durante la cottura o la parte superiore cava. Monitora il processo ogni 6 ore.
Altre ricette · Emilia-Romagna