
| 500 g | Farina di tipo 0 |
| 150 g | Burro di qualità |
| 100 g | Uvetta di Corinto |
| 80 g | Cedro candito a dadini |
| 50 g | Arancia candita a dadini |
| 4 | Uova intere |
| 100 g | Lievito madre a pasta, attivo |
| 80 ml | Latte intero tiepido |
| 60 g | Zucchero semolato |
| 5 g | Sale fino |
| 1 | Bacca di vaniglia, o 1 cucchiaino di estratto |
| q.b. | Burro per lo stampo cilindrico |
| 340 | kcal |
| 6 | g Proteine |
| 12 | g Grassi |
| 7 | g di cui saturi |
| 54 | g Carboidrati |
| 32 | g di cui zuccheri |
| 2 | g Fibre |
| 0,3 | g Sale |
Il panettone altamurano mantiene il profumo di lievito madre e burro, ma il gusto è meno dolce del milanese. Domina l'aromatica degli agrumi, specialmente il cedro; l'uvetta aggiunge corpo e una leggera nota fermentata. La consistenza è compatta senza essere secca, e il burro di qualità buona si sente al palato senza appesantire. Si serve a temperatura ambiente, eventualmente leggermente tiepido, spesso accompagnato da vini dolci da dessert o da un caffè ristretto.
L'errore più frequente è accelerare le lievitazioni per fretta, riducendole a tre o quattro ore totali. Il risultato è un panettone dalla mollica gommosa e appiccicosa al centro, senza la corretta alveolatura. Il lievito madre ha bisogno di tempo per sviluppare i profumi e scomporre le proteine della farina; le lievitazioni lunghe sono il segreto della qualità. Anche l'uso di burro freddo direttamente dal frigorifero, senza portarlo a temperatura ambiente, causa una distribuzione irregolare che rende l'impasto grumoso.
Il panettone altamurano si prepara da novembre a gennaio, quando il clima è fresco e consente temperature di impasto stabili intorno ai 24-26 gradi. La tradizione vuole di farlo per i giorni intorno a Natale e Santo Stefano, ma è uno dei pochi dolci che migliora conservato per una settimana, quindi può essere preparato anche due settimane prima. La stagione fredda è ideale perché il burro rimane a giusta consistenza e le lievitazioni risultano naturalmente rallentate e regolari.