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Pane nero di Matera

Vincenza Bertolino· 13 gennaio 2018· 6 min di lettura ·Foggia
Pagnotta di pane nero di Matera appena sfornata, dalla crosta scura e leggermente screpolata, tagliata a metà per mostrare l'interno denso e la mollica grigia
Preparazione
20 min
Cottura
45 min
Lievitazione
36-48 ore
Difficoltà
media
Porzioni
1 pagnotta (700-800 g)
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

350 gFarina di segale scura
150 gFarina di grano integrale
50 gFarina di grano tipo 2 o Manitoba
350 mlAcqua a temperatura ambiente
10 gSale fino
3 gLievito madre secco oppure 150 g di pasta madre attiva
1 pizzicoMalto d'orzo o zucchero (facoltativo, per profondità di colore)

Valori nutrizionali

265 kcalEnergia
9 gProteine
2,5 gGrassi
0,4 gdi cui saturi
50 gCarboidrati
2 gdi cui zuccheri
8 gFibre
1,3 gSale
Come si prepara
1
Mescola le farine
Versagli in una ciotola capiente la farina di segale, quella integrale e quella tipo 2. Mescola bene con una frusta, così distribuisci in modo uniforme i diversi cereali.
2
Attiva il lievito
Se usi lievito madre secco, sciogli 3 grammi in 50 ml d'acqua tiepida e lascia riposare 5 minuti. Se usi pasta madre liquida, versala direttamente nell'acqua e mescola. Se è pasta madre di rimonta, attivala con acqua 2-3 ore prima.
3
Impasta
Versa l'acqua con il lievito sulle farine, aggiungi il sale e inizia a mescolare con le mani per 8-10 minuti, finché tutti gli ingredienti sono incorporati e l'impasto diventa omogeneo e morbido. Segale e integrale assorbono più acqua: l'impasto sarà più appiccicaticcio rispetto a un impasto di frumento puro, ma non deve essere molle. Se aggiungi malto d'orzo, mescolalo insieme all'acqua.
4
Riposa in blocco
Copri l'impasto con una ciotola rovesciata o con un telo umido. Lascia riposare a temperatura ambiente (18-22 gradi) per 24 ore. Il volume aumenterà lentamente, il profumo diventerà acido e profondo.
5
Riprendi e plasma
Dopo 24 ore, versa l'impasto su un piano leggermente infarinato. Plasma delicatamente una pagnotta rotonda o leggermente ovale, senza degasare troppo. Metti il pane dentro un banneton (o un cesto foderato di tela) con la piega verso l'alto, oppure in una ciotola coperta di carta forno.
6
Lievitazione finale
Copri il pane e lascialo lievitare altre 12-24 ore in frigorifero (4-6 gradi) oppure 8-12 ore a temperatura ambiente. Nel frigorifero la fermentazione rallenta e il sapore si sviluppa meglio. Se lieviti a temperatura ambiente, verifica con il dito: quando premi delicatamente sulla superficie, l'impronta rimane per 2-3 secondi senza rimbalzare del tutto.
7
Sforna
Riscalda il forno a 250 gradi per 30 minuti con una pentola in ghisa (o una cocottina coperta) dentro. Capovolgi il pane sulla carta forno, incidi la superficie con un taglio netto con un coltello affilato o una lama di rasoio per controllare l'apertura. Trasferiscilo in pentola e copri. Cuoci coperto per 30 minuti, poi scoperchia e prosegui per altri 15-20 minuti fino a che la crosta è scura e solida. Il pane deve suonare vuoto se picchiato sotto.

Gusto

Il sapore è deciso, leggermente amaro e terroso, con note di segale e cereali integrali. Ha una consistenza masticabile senza essere dura, e una densità che soddisfa subito. Si accosta bene a formaggi stagionati, insaccati, o semplicemente a un poco di olio buono e sale. La tradizione locale lo vuole tagliato a fette generose e mangiato a colazione con formaggio o a pranzo come base di un pasto sobrio.

Benessere

L'errore da non fare

Non accelerare la lievitazione per fretta: questo pane ha bisogno di tempo lungo per sviluppare profondità di sapore e per rendere i cereali digeribili. Una lievitazione troppo breve (meno di 24 ore totali) lascia il pane acido, poco maturo e ancora faticoso da digerire. Inoltre, non usare acqua troppo calda all'inizio: la segale è sensibile e una temperatura troppo elevata può rovinare la struttura dell'impasto.

I nostri consigli

Quando prepararla

Questo pane va preparato quando hai tempo e pazienza, non quando hai fretta. L'ideale è iniziare la sera, lasciare riposare la notte, plasmare il giorno dopo e sfornare il giorno successivo. Va bene tutto l'anno, ma in autunno e inverno, quando le temperature sono più fredde, la lievitazione è naturalmente più lenta e controllata. È perfetto per colazioni invernali, per accompagnare zuppe e minestre, o per spezzare il digiuno con formaggio e olio.

Domande frequenti

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