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Pane nero della Valle d'Aosta

Vincenza Bertolino· 11 marzo 2017· 6 min di lettura ·Aosta
Pane nero a fette su una tavola di legno, con crosta scura e screpolata, mollica compatta grigio-marrone, accompagnato da chicchi di segale e spighe di grano su sfondo neutro
Preparazione
20 min
Cottura
50 min
Difficoltà
media
Porzioni
2 pagnotte da 600 g
Costo
basso
Stagione
tutto l'anno

Ingredienti

400 gfarina di segale
200 gfarina di frumento integrale
120 mlacqua tiepida
80 glievito madre attivo
10 gsale fino
5 gzucchero di canna
1 cucchiaioolio extravergine di oliva
q.b.farina integrale per spolverare

Valori nutrizionali

240kcal
7g Proteine
1,5g Grassi
0,3g di cui saturi
47g Carboidrati
1g di cui zuccheri
6g Fibre
1,2g Sale
Come si prepara
1
Attiva il lievito madre
Versa il lievito madre in una ciotola, aggiungevi lo zucchero e mescola con 60 ml di acqua tiepida. Lascia riposare 15 minuti finché non appare gonfio e fragante. Il lievito deve essere vivo e attivo: se fa bollicine è pronto.
2
Prepara l'impasto
In una ciotola grande mescola la farina di segale e la farina integrale. Versa il lievito attivo, aggiungi i 60 ml di acqua restante e l'olio. Mescola con una spatola o le mani finché non si forma un impasto grumoso. Aggiungivi il sale e continua a lavorare per 5 minuti fino a quando l'impasto diventa compatto e omogeneo. La segale tende a assorbire molta acqua: se l'impasto è secco e duro, aggiungi 20 ml di acqua tiepida gradualmente.
3
Prima lievitazione
Copri la ciotola con un panno umido e lascia fermentare a temperatura ambiente (18-20 °C) per 4 ore. L'impasto deve aumentare di volume di circa il 50 percento. Se la cucina è fredda, impiega 5-6 ore. Non deve raddoppiare completamente come il pane di frumento: la segale fermenta più lentamente.
4
Forma le pagnotte
Trasferisci l'impasto su un piano leggermente farinato. Dividi in due parti uguali. Forma ogni pezzo in una pagnotta cilindrica arrotondando i bordi verso il basso e creando tensione in superficie. Posa le due pagnotte su una carta da forno o dentro cesti di vimini (bannetons) spolverati di farina integrale. Devono avere forma compatta e solida.
5
Seconda lievitazione
Copri con un panno umido e lascia lievitare 2-3 ore a temperatura ambiente. Le pagnotte aumenteranno di volume, ma la segale non avrà la leggiadria del pane di frumento: rimangono compatte. Per verificare se sono pronte, tocca delicatamente l'impasto: se rimane un'impronta lenta, sono pronte.
6
Prepara il forno
Riscalda il forno a 230 °C per 20 minuti con una teglia al suo interno o una pietre per pane. Se disponi di una vaporiera per il pane, questa è la fase giusta. L'umidità in cottura favorisce la crosta scura tipica del pane nero.
7
Cuoce il pane
Capovolgi le pagnotte sulla teglia calda o trasferisci dalla carta da forno. Pratica un taglio diagonale lungo la parte superiore con un coltello affilato: il taglio è poco profondo, massimo mezzo centimetro. Inforna a 230 °C per 50 minuti. Nei primi 15 minuti, spruzza acqua dentro il forno tre volte con un atomizzatore per creare vapore, quindi chiudi e lascia cuocere senza vapore fino al termine. Il pane è cotto quando la crosta è molto scura e il fondo suona vuoto al tocco.

Gusto

Il sapore è leggermente acido, terroso, con note di cereali tostati che ricordano la segale. Non è dolce: ha una certa asprezza equilibrata dall'umidità della mollica. Tradizionalmente si abbina ai formaggi della valle, ai salumi locali e ai piatti di verdure cotte. È un pane da masticare, non da assaporare rapidamente: ogni boccone rivela la profondità dell'impasto.

Benessere

L'errore da non fare

Non usare farina di segale troppo fine o setacciata troppo a lungo: perde carattere e capacità legante. Inoltre, non aggiungere acqua in eccesso pensando che la mollica risulti più morbida: la segale assorbe molta umidità, ma un impasto troppo liquido produce una mollica gommosa e collosa dopo il raffreddamento. Il pane nero deve essere compatto, non soffice.

I nostri consigli

Quando prepararla

Il pane nero della Valle d'Aosta si prepara durante l'autunno e l'inverno, quando le temperature fredde garantiscono una lievitazione lenta e controllata: ideale da settembre a marzo. È tradizionale in occasione delle sagre autunnali locali e rimane un elemento stabile delle tavole montane durante i mesi freddi, quando accompagna piatti di cucina sostanziosa e calduccio.

Domande frequenti

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