
| 500 g | Farina tipo 0 |
| 150 g | Lievito madre (o 10 g di lievito di birra fresco se non disponi di lievito madre) |
| 150 ml | Acqua tiepida |
| 3 | Uova intere |
| 80 g | Burro morbido |
| 100 g | Uvetta |
| 80 g | Frutta candita (arancia, cedro, melone), tagliata a pezzetti |
| 60 g | Zucchero semolato |
| 1 pizzico | Sale fino |
| ½ cucchiaino | Vaniglia in polvere o zeste di limone grattugia |
| 310 kcal | Energia |
| 7 g | Proteine |
| 8 g | Grassi |
| 4 g | di cui saturi |
| 53 g | Carboidrati |
| 18 g | di cui zuccheri |
| 1,5 g | Fibre |
| 0,4 g | Sale |
Ha un sapore dolce ma discreto, non invadente. L'uvetta dona acidità naturale e pienezza, mentre i canditi rilasciano una nota aromatica leggermente speziata. La molla è morbida e si sfalda con una certa delicatezza. Si serve a colazione intinto nel caffè caldo, oppure a metà mattina con il tè, tagliato a fette spesse circa due dita.
L'errore più frequente è accelerare i tempi di lievitazione. Molti cercano di usare più lievito e temperature alte per finire tutto in 6-8 ore, ma così il pane rimane denso, poco profumato e pesante sullo stomaco. La fermentazione lunga (almeno 18 ore) è quello che lo rende leggero e digeribile. Se infine cuoci a temperatura troppo alta, la crosta brucia e l'interno rimane crudetto. Attieniti a 190 gradi e controlla a metà cottura.
Il pane dolce del Comasco si prepara tutto l'anno, ma è tradizione farla soprattutto in autunno e inverno, quando i pomeriggi lunghi permettono di dedicarsi alle lievitazioni tranquille. È perfetto anche attorno alle festività natalizie come alternativa meno impegnativa al panettone classico, e a Pasqua le famiglie lo portano a tavola il lunedì dell'Angelo per colazione.