
| 400 g | Farina di grano duro |
| 220 ml | Acqua tiepida |
| 8 g | Sale |
| 5 g | Olio d'oliva |
| 360 kcal | Energia |
| 13 g | Proteine |
| 1,5 g | Grassi |
| 0,3 g | di cui saturi |
| 72 g | Carboidrati |
| 0,5 g | di cui zuccheri |
| 3 g | Fibre |
| 1,2 g | Sale |
Ha il sapore pulito e leggermente salato del grano duro, senza lievito, con una nota tostata dovuta alla doppia cottura. È croccante a ogni morso, non lascia briciole umide in bocca perché è completamente disidratato. Si abbina bene a sughi liquidi, formaggi, affettati, e accompagna perfettamente zuppe e minestre perché assorbe i liquidi senza sgretolarsi. Tradizionalmente si serve come pane neutro a tavola, oppure si inzuppa leggermente in olio d'oliva e acqua.
L'errore più frequente è tentare di aprire il pane a metà quando è ancora caldo ma non sufficientemente gonfio: rischi di strapparlo o spezzarlo irregolarmente. Deve aver sviluppato una leggera spalla di vapore nella pasta. Un altro errore comune è la seconda cottura troppo veloce: se il forno è troppo caldo, il pane si brucia in superficie rimanendo morbido dentro. Continua a 180 gradi e controlla il colore ogni 3-4 minuti.
Il pane carasau vibonese si prepara tutto l'anno perché non richiede fermentazione naturale lunga né condizioni climatiche particolari. È ideale in inverno quando vuoi un pane che duri a lungo in dispensa, oppure in estate se preferisci qualcosa di molto leggero e facilmente digeribile. È perfetto anche da preparare in anticipo per settimane perché la conservazione garantisce lunga durata.