
| 300 g | Farina di grano tenero tipo 0 o 00 |
| 150 ml | Acqua tiepida |
| 7 g | Sale fino |
| 10 ml | Olio extravergine di oliva |
| 2 g | Sale marino grosso per la superficie |
| 340 kcal | Energia |
| 11 g | Proteine |
| 2,5 g | Grassi |
| 0,5 g | di cui saturi |
| 72 g | Carboidrati |
| 1 g | di cui zuccheri |
| 2 g | Fibre |
| 2,2 g | Sale |
Il sapore è neutro, cereale, con una leggera nota salata e una sensazione di tostatura delicata. Non ha la mollica perché è pane azzimo, cioè senza lievito, per cui rimane completamente piatto. Si accompagna tradizionalmente con formaggi stagionati, insaccati, o si intinge semplicemente nel vino rosso. La sua croccantezza lo rende perfetto anche come accompagnamento a zuppe e minestroni, dove assorbe i liquidi e diventa tenero.
L'errore più comune è stendere l'impasto troppo spesso o troppo poco paziente durante la stesura. Se la sfoglia rimane più di 4-5 millimetri non diventerà mai sufficientemente friabile: devi vederla quasi trasparente in controluce. Un secondo errore è aprire il forno troppo spesso durante la cottura: il calore che esce blocca il processo di disidratazione e il pane perde la caratteristica croccantezza. Ultimo errore: estrarre il pane dal forno quando è ancora leggermente morbido perché vuoi accelerare. Deve essere completamente asciutto e sfrigolante.
Il pane carasau aquilano è perfetto da preparare tutto l'anno perché non risente delle stagioni e si conserva a lungo senza problemi. È particolarmente utile da avere a casa durante l'inverno, quando le scorte di pane fresco scarseggiavano una volta, e resta un classico per gli antipasti di formaggi e salumi che funzionano in qualsiasi periodo.