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Pandolce modenese

Vincenza Bertolino· 1 ottobre 2017· 6 min di lettura ·Modena
Pandolce modenese a fette su un piatto bianco, dalla forma ovale arrotondata, con crosta dorata, interno giallo con pezzetti di uvetta scura visibili, accanto una tazza di caffè e tovagliolo bianco
Preparazione
20 min
Cottura
50 min
Lievitazione
4-5 ore totali
Difficoltà
media
Porzioni
8-10 persone
Costo
medio
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

500 gfarina di frumento tipo 0
150 gburro morbido
100 gzucchero bianco
4uova medie
7 glievito di birra fresco
100 guvetta sultanina
50 gcanditi misti (cedro, arancia)
1 pizzicocannella in polvere
2 graninoce moscata grattugiata
1 cucchiaiorum o brandy
1bustina vaniglia o scorza di limone
7 gsale fino
120 mllatte tiepido

Valori nutrizionali

320kcal Energia
5g Proteine
14g Grassi
8g di cui saturi
44g Carboidrati
28g di cui zuccheri
1,5g Fibre
0,5g Sale
Come si prepara
1
Preparare l'uvetta
Versa l'uvetta sultanina in una ciotola e coprila con acqua tiepida o con il rum per almeno 30 minuti, così che si ammorbidisca. Nel frattempo taglia i canditi in piccoli cubetti regolari, non troppo grandi.
2
Creare l'impasto base
In una ciotola grande setaccia la farina con il sale, il pizzico di cannella e la noce moscata grattugiata. In un'altra ciotola sbatti il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere un composto cremoso e leggero, circa 2-3 minuti. Aggiungi le uova una alla volta, incorporandole bene tra un'aggiunta e l'altra.
3
Aggiungere il lievito
Sciogli il lievito di birra fresco nel latte tiepido e lascialo riposare per 2-3 minuti finché non forma una schiuma in superficie. Versa il composto di lievito nella ciotola con uova e burro, mescolando con una spatola.
4
Impastare
Versa la miscela bagnata sulla farina e inizia a mescolare energicamente, preferibilmente con le mani infarinate, per 5-7 minuti finché non ottieni un impasto omogeneo, liscio e elastico. Deve staccarsi leggermente dalle pareti della ciotola ma rimanere morbido.
5
Incorporare uvetta e canditi
Scola l'uvetta dal liquido di ammollo e aggiungila all'impasto insieme ai canditi tagliati e alla vaniglia. Continua a impastare per altri 3-4 minuti finché frutta e spezie non sono distribuite uniformemente e l'impasto risulta coeso.
6
Prima lievitazione
Trasferisci l'impasto in una ciotola leggermente unta di olio, copri con un canovaccio umido e lascia lievitare a temperatura ambiente per 2-2,5 ore finché non raddoppia di volume. La stanza ideale è tra 24 e 26 gradi.
7
Formare e seconda lievitazione
Capovolgi l'impasto su un piano leggermente infarinato, dammi una forma ovale regolare con le mani e riponi il «pandolce» in uno stampo ovalizzato imburrato oppure su una teglia coperta di carta da forno. Copri nuovamente con il canovaccio e lascia lievitare per altre 1,5-2 ore finché non aumenta ancora di volume e al tatto risulta soffice e leggermente gonfio.
8
Cottura
Preriscalda il forno a 180 gradi. Inforna il «pandolce» per circa 45-50 minuti fino a quando la crosta è dorata e al tatto non cede. Per verificare la cottura interna, inserisci uno stuzzicadenti al centro: deve uscire asciutto o con poche briciole umide. Se la superficie tende a scurirsi troppo prima della fine, copri con un foglio di carta forno.
9
Raffreddamento
Estrai il «pandolce» dal forno e lascialo riposare nello stampo o sulla teglia per 10 minuti. Poi sformalo con delicatezza e posizionalo su una griglia per raffreddare completamente a temperatura ambiente per almeno 1-2 ore prima di affettare.

Gusto

Ha un sapore dolce equilibrato, non stucchevole, con note di cannella, noce moscata e un accenno di anice che si alternano al sapore del burro e dell'uva passa. L'uvetta ammollata in acqua o liquore dona umidità e dolcezza diffusa in ogni fetta. Si serve a temperatura ambiente, affettato, ideale con il caffè al mattino o con un bicchiere di vino dolce dopo cena durante le festività.

Benessere

  • La farina di frumento fornisce carboidrati complessi e una quantità modesta di proteine vegetali, mentre le uova aggiungono proteine ad alto valore biologico e lecitina per l'emulsione naturale dell'impasto.
  • L'uvetta apporta potassio, magnesio e ferro, minerali importanti per il metabolismo energetico. I canditi contribuiscono zuccheri semplici per energia immediata.
  • È un dolce sostanzioso e saziante grazie al burro e all'uovo, indicato in piccole porzioni come colazione o merenda, meno adatto come dessert dopo pasti abbondanti.
  • Le spezie come cannella e noce moscata contengono antiossidanti polifenolici, pur in quantità modeste nel dolce finito.
  • Abbinalo a una tazza di caffè o di latte per un pasto da colazione equilibrato, oppure a una tisana digestiva per facilitare la digeribilità serale.
  • Falso mito da sfatare: "I canditi sono pura chimica e conservanti". In realtà la frutta candita è frutta genuina zuccherata attraverso un procedimento naturale di conservazione. Certo contiene zuccheri aggiunti e ha un indice glicemico più alto della frutta fresca, quindi va consumata con consapevolezza dalle persone con sensibilità al glucosio, ma non è tossica né innaturale. Il consiglio è moderare le porzioni, non eliminarla dal dolce.

L'errore da non fare

Non aggiungere l'uvetta ancora bagnata direttamente all'impasto, altrimenti rilascia troppa acqua e la mollica diventa pesante e umida. Lascia che assorba il liquido per almeno 20-30 minuti, poi tamponala leggermente con carta da cucina. Inoltre, non dimenticare di verificare la temperatura dell'ambiente di lievitazione: se la stanza è troppo fredda il processo si rallenta, se è troppo calda rischi che il lievito agisca troppo in fretta e il sapore risulti alcoolico.

I nostri consigli

  • Il «pandolce modenese» si conserva bene a temperatura ambiente avvolto in carta alimentare per 3-4 giorni, oppure in frigorifero in un contenitore chiuso per una settimana. Puoi anche congelarlo intero per 2-3 mesi: scongela a temperature ambiente la sera prima di servirlo.
  • Se preferisci una versione con meno alcol, sostituisci il rum con acqua tiepida o con un infuso di buccia d'arancia. L'uvetta funziona comunque bene e il profumo rimane fragrante.
  • Qualcuno prepara il «pandolce modenese» con l'aggiunta di un cucchiaio di miele nel burro, per ottenere una mollica ancora più soffice e un sapore leggermente più complesso. Puoi provare, non cambia i tempi di cottura.
  • Servi le fette leggermente tostate il giorno dopo, con un café o un latte caldo: acquista una consistenza ancora più piacevole e gli aromi si esaltano.

Quando prepararla

Il «pandolce modenese» è tipico della stagione invernale, in particolare da novembre fino a gennaio. È il dolce tradizionale per il Natale e le festività di fine anno, quando le giornate fredde rendono i dolci lievitati ancora più apprezzati. Lo puoi preparare anche in autunno inoltrato, quando cominci a desiderare sapori caldi e speziati.

Domande frequenti

  • Posso usare lievito di birra secco invece di fresco? Sì, usa 5 grammi di lievito secco al posto dei 7 grammi di fresco, oppure 3 grammi di lievito istantaneo. I tempi rimangono gli stessi.
  • Che differenza c'è tra pandolce modenese e panettone? Il panettone è milanese ed è più alto e soffice, con più burro e canditi grossi. Il «pandolce modenese» è più compatto, ha una forma ovale e contiene meno frutta candita in proporzione.
  • L'impasto è normale se rimane un po' appiccicaticcio? Sì, un impasto così ricco di burro e uova deve essere morbido e leggermente aderente. Non agggiungere farina in eccesso altrimenti diventa secco. Lavora con le mani infarinate e il risultato sarà ottimo.
  • Devo glassare il pandolce con zucchero a velo? No, è opzionale. In Modena si prepara anche senza glassa, con la sola crosta naturale. Se vuoi la glassa, versa uno zucchero a velo stemperato con un poco di albume d'uovo quando il dolce è ancora tiepido.
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