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Pampepato reggiano

Vincenza Bertolino· 19 luglio 2018· 5 min di lettura ·Reggio Emilia
Fetta di pampepato reggiano su piatto bianco, colore marrone scuro, superficie con visibili frammenti di noci e mandorle, con una patina lucida di glassa, contorno di mirti rossi freschi
Preparazione
25 min
Cottura
45 min
Difficoltà
media
Porzioni
12 persone
Costo
medio
Stagione
autunno, inverno

Ingredienti

400 gpangrattato tipo panettone, non fresco
250 gmiele di acacia o millefiori
150 gnoci sgusciate e tostate
100 gmandorle pelate e tostate
80 guva sultanina o uvetta nera
50 gcedro candito o arancia candita, tritati finemente
2 cucchiainipepe nero macinato al momento
1 cucchiainocannella in polvere
1/2 cucchiainonoce moscata grattugiata
1/4 cucchiainochiodi di garofano macinati
2 albumid'uovo a temperatura ambiente
200 gzucchero a velo, per la glassa

Valori nutrizionali

380 kcalEnergia
6 gProteine
18 gGrassi
3 gdi cui saturi
52 gCarboidrati
32 gdi cui zuccheri
3 gFibre
0,3 gSale
Come si prepara
1
Tostare e preparare il pangrattato
Stendi il pangrattato su una teglia rivestita di carta forno. Inforna a 160 °C per 8-10 minuti finché non diventa leggermene dorato. Mescola a metà cottura. Togli dal forno e lascia raffreddare per 5 minuti.
2
Tritare la frutta secca
Tritare grossolanamente noci e mandorle con un coltello da chef, in modo che rimangano pezzi riconoscibili di circa 1 cm. L'uvetta e il cedro candito devono rimanere separati.
3
Mescolare spezie e miele
Scalda il miele a bagnomaria per 3 minuti, finché non diventa liquido e caldo al tatto, ma non bollente. Aggiungi pepe nero, cannella, noce moscata e chiodi di garofano. Mescola bene e fai intiepidire per 5 minuti.
4
Combinare pangrattato e liquidi
Versa il miele speziato tiepido nel pangrattato tostato. Mescola energicamente con un cucchiaio di legno finché il pangrattato non assorbe tutto il miele, circa 3-4 minuti. Dovrebbe risultare una pasta omogenea e scura.
5
Aggiungere frutta secca e candita
Incorpora noci, mandorle, uvetta e cedro candito tritato nella pasta. Mescola per 2 minuti con una spatola rigida, fino a distribuzione uniforme. L'impasto deve risultare compatto ma ancora morbido.
6
Modellare e cuocere
Rivesti una teglia rettangolare (28 x 18 cm) con carta forno. Trasferisci l'impasto e pressalo bene con il palmo della mano. Inforna a 170 °C per 35-40 minuti finché la superficie non appare leggermente screpolata e il dolce è fermo al tatto. Il centro deve rimanere morbido.
7
Glassare e riposare
Monta gli albumi a neve fermissima. Aggiungi lo zucchero a velo a pioggia, mescolando delicatamente. Spandi la glassa su top ancora tiepido con una spatola. Lascia asciugare per 24 ore a temperatura ambiente coperto da un canovaccio. Affetta in rettangoli di 3 x 4 cm.

Gusto

Il sapore è deciso, avvolgente, con note di pepe nero, noce moscata e cannella ben percettibili. Il miele dona dolcezza profonda senza essere stucchevole, mentre le noci e mandorle regalano corpo e una leggera asperità. Tradizionalmente si serve in fette sottili, spesso accompagnato da un calice di vino dolce o tè. L'aroma è quello caratteristico del pangrattato tostato mescolato alle spezie calde.

Benessere

  • Il pangrattato e il pane tostato apportano carboidrati complessi e fibre, che mantengono l'energia stabile. Il miele aggiunge antiossidanti naturali.
  • Noci e mandorle sono ricche di acidi grassi insaturi e magnesio, utili per la funzione cardiaca. Le spezie come pepe e cannella contengono polifenoli.
  • È un dolce sostanzioso e saziante: una fetta di 50 grammi è porzione consigliata. La densità della miga lo rende poco indicato per chi cerca leggerezza, ma ideale come dessert di fine pasto.
  • Le spezie utilizzate, in particolare il pepe nero, facilitano l'assorbimento di nutrienti come il ferro da altri alimenti assunti insieme.
  • Abbinalo a tè non zuccherato o a una tazza di latte caldo a fine cena: le spezie facilitano la digestione e il miele non aumenta troppo l'apporto calorico totale.
  • Falso mito da sfatare: il pampepato non è un dolce "pesante" per lo stomaco. Anzi, spezie come la cannella e il pepe storico hanno proprietà che agevolano la digestione. Chi soffre di reflusso o gastrite dovrebbe limitare le porzioni, non eliminare il dolce, perché le spezie piccanti possono irritare la mucosa in soggetti sensibili.

L'errore da non fare

Non aggiungere liquidi extra come acqua o alcol all'impasto. Il pampepato reggiano contiene già miele sufficiente per mantenere l'umidità. Se aggiungi troppo bagnato, il dolce esce appiccicaticcio e difficile da affettare. Anche cuocere a temperatura troppo alta rovina la superficie, che diventa dura e screpolata in modo eccessivo, perdendo la morbidezza interna caratteristica.

I nostri consigli

  • Conserva il pampepato in una scatola di latta chiusa a temperatura ambiente per 2-3 settimane. Se lo riponi in frigorifero tende a indurirsi. Può anche stare in freezer per 2 mesi avvolto in carta forno.
  • Usa pangrattato da panettone o pandoro, non pane fresco grattugiato. Il pane secco garantisce la giusta compattezza e il sapore tostato caratteristico.
  • Se le spezie ti sembrano forti, riduci di un terzo pepe e chiodi di garofano, ma mantieni la cannella che è più dolce e morbida. Varia il cedro candito con arancia o persino scorza di limone confita.
  • Servi a temperatura ambiente in fette sottili, insieme a tè, caffè o un bicchiere di moscato. Abbina bene anche con formaggi cremosi come la mascarpone.

Quando prepararla

Il pampepato reggiano è un dolce da forno autunnale e invernale, tipico del periodo natalizio dall'inizio di novembre fino a gennaio. La sua conservazione lunga lo rende ideale da preparare in anticipo, anche a metà ottobre, per averlo pronto durante le festività. Il clima freddo umido dell'Emilia Romagna d'inverno è quello più congeniale per la sua maturazione e conservazione naturale.

Domande frequenti

  • Posso usare miele diverso? Sì, ma evita mieli scuri come castagno o eucalipto che domerebbero troppo il sapore. L'acacia rimane il migliore per dolcezza neutrale.
  • Che differenza c'è tra pampepato e panpepato? Sono lo stesso dolce: la grafia varia per tradizione locale, ma la ricetta è identica. In Emilia Romagna è più diffuso «pampepato».
  • Dove trovo il cedro candito di qualità? Nei negozi di alimentari fini, online, o negli empori che vendono ingredienti per pasticceria. Puoi sostituirlo con arancia candita in egual misura.
  • Il pampepato è adatto ai celiaci? Dipende dal pangrattato di base. Se usi panettone senza glutine (sempre più disponibile), il dolce diventa naturalmente gluten-free. Leggi sempre l'etichetta del pangrattato.
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