Ingredienti
| 300 g | «nduja» calabrese |
| 500 ml | olio di arachide o girasole |
| 8 fette | pane tostato |
| 1 | peperoncino fresco |
| sale q.b. | sale fino (secondo il gusto) |
| carta assorbente | per sgrondare l'olio |
Valori nutrizionali
| 420 kcal | Energia |
| 19 g | Proteine |
| 38 g | Grassi |
| 16 g | di cui saturi |
| 2 g | Carboidrati |
| 0 g | di cui zuccheri |
| 0,5 g | Fibre |
| 2,2 g | Sale |
Come si prepara
1
Tagliare la nduja
Estrai la «nduja» dal budello e tagliarla in fette di circa 0,8-1 centimetro di spessore. Se il pezzo è molto duro, scaldalo leggermente tra le mani per renderlo più malleabile.
2
Riscaldare l'olio
Versa l'olio in una padella profonda e portalo a 170-180 gradi Celsius. Controlla la temperatura immergendo un stuzzicadenti: deve sizzare subito senza bruciare.
3
Friggere le fette
Immergi delicatamente le fette di «nduja» nell'olio caldo, 3-4 alla volta per evitare che scendano troppo la temperatura. Friggile per 2-3 minuti fino a quando i bordi si scuriscono e la superficie diventa dorata e croccante.
4
Sgrondare l'olio
Preleva le fette con una schiumarola e posizionale su carta assorbente. Asciugale bene per eliminare l'olio in eccesso, operazione che dura circa 1-2 minuti.
5
Controllare la croccantezza
Quando sono ancora calde, prova una fetta: la parte esterna deve crepitare tra i denti mentre l'interno rimane morbido. Se sono ancora troppo molli, rimettile in olio per 30 secondi.
6
Servire subito
Disponi le fette nel piatto caldo, guarnisci con una sottile lamina di peperoncino fresco e servi immediatamente con il pane tostato accanto.
Gusto
La «nduja» fritta ha un sapore speziato e leggermente piccante, con note di peperoncino e aglio che si intensificano durante la cottura in olio. La cremosità originaria si trasforma in croccantezza, creando un contrasto di consistenze. Si serve calda, subito dopo la frittura, accompagnata da pane tostato o fette biscottate per attenuare il piccante. L'abbinamento tradizionale è con un vino bianco secco fresco, che contrasta con il calore del peperoncino.
Benessere
- La «nduja» contiene proteine di buona qualità dalla carne suina, circa 20 grammi per 100 grammi di prodotto grezzo.
- È ricca di ferro eme, il ferro assimilabile facilmente dal corpo, e contiene vitamina B12 essenziale per il sistema nervoso.
- La fritura aumenta il contenuto calorico, ma una porzione di 30-40 grammi di «nduja» fritta è un antipasto saziante grazie ai grassi della carne.
- Il peperoncino della «nduja» contiene capsaicina, una sostanza che stimola il metabolismo e ha proprietà antiossidanti naturali.
- Abbina la «nduja» fritta a un ortaggio crudo, come una semplice insalata, per bilanciare il pasto e aggiungere fibre.
- Falso mito da sfatare: la «nduja» fritta non è proibita a chi ha pressione alta solo perché contiene sale e grasso. La quantità di sale naturale è moderata se consumata in porzioni piccole come antipasto. Chi ha restrizioni dietetiche per ipertensione deve comunque consultare il medico, poiché la fritura e il peperoncino accelerano il battito cardiaco e possono interferire con alcune terapie farmacologiche.
L'errore da non fare
L'errore più comune è friggere la «nduja» a temperatura dell'olio troppo bassa: rimane grassa, molle e assorbe olio anzichè diventare croccante. Controlla la temperatura con un termometro o con il metodo del stuzzicadenti prima di tuffare le fette. Un secondo sbaglio è lasciar cuocere troppo: se la superi i 3-4 minuti, il bordo brucia e l'interno si scalda eccessivamente, perdendo la cremosità tipica.
I nostri consigli
- Prepara la «nduja» fritta poco prima di servirla: perde croccantezza se riposa più di 5 minuti. Se devi farla in anticipo, scaldala di nuovo per qualche secondo in olio caldo al momento di portarla in tavola.
- Puoi cuocerla anche in forno: disponi le fette su una teglia e inforna a 180 gradi per 12-15 minuti. Uscirà meno croccante della fritta, ma il risultato è comunque buono e usa meno olio.
- Accompagna la «nduja» fritta con una cipolla rossa cruda affettata sottile e aceto: il contrasto aiuta la digestione e attenua il piccante intenso.
- Conserva la «nduja» nel frigorifero dentro carta alimentare, non in contenitori di plastica che assorbiranno l'odore. Se la congeli, consumala entro tre mesi.
Quando prepararla
La «nduja» fritta è un piatto tipicamente invernale autunnale, quando le cene si fanno più elaborate. È perfetta come antipasto durante le festività di fine anno, dai Morti a Capodanno. Puoi prepararla anche in estate, ma la fritura la rende meno appetibile con il caldo: in quel caso, il forno è la soluzione migliore.
Domande frequenti
- La «nduja» fritta si può congelare? Sì, ma è meglio congelarla prima della frittura. Friggila direttamente da congelata aggiungendo qualche secondo al tempo di cottura. Se la congeli già fritta, perde croccantezza quando la riscaldi.
- Che differenza c'è tra la fritta e quella spalmata su pane? Quando è fritta, la «nduja» diventa croccante all'esterno e rilascia i grassi nell'olio, mentre se spalmata a crudo su pane rimane cremosa e untuosa. La frittura la trasforma completamente in texture.
- Posso usare un'altra spezia al posto del peperoncino fresco? Puoi guarnire con origano secco o aggiungere un pizzico di paprika dolce, ma il peperoncino fresco è quello che equilibra il salato della carne con il suo sapore vivo.
- Quale olio scegliere per friggerla? L'olio di arachide e quello di girasole sono i migliori perché resistono bene al calore. Evita l'olio extravergine di oliva, che perde le sue proprietà e brucia troppo facilmente.